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La normativa vigente in materia di igiene
del lavoro prescrive che i lavoratori operino in ambienti
raggiunti dalla luce naturale, salvo casi particolari in deroga.
Anche la luce artificiale deve essere prevista per integrare
la luce naturale al fine di garantire lo svolgimento dell'attività
in sicurezza e senza particolare affaticamento visivo. Naturalmente,
la quantità di luce necessaria dipende dalle caratteristiche
del lavoro ed è direttamente proporzionale alla precisione
richiesta nel suo svolgimento. Allo stato attuale, i principali
riferimenti utilizzati per valutare l'adeguatezza delle fonti
luminose artificiali disponibili sono basati sulle indicazioni
fornite da norme tecniche quali le ISO e le UNI. La norma
UNI 8995 prevede diversi livelli di illuminazione in base
a 9 tipologie di riferimento fornendo un range legato a fattori
ambientali e/o soggettivi, quali, ad esempio la capacità visiva
dell'operatore.
Intervalli di illuminamento tipici per differenti
compiti ed attività (da ISO 8995)
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Intervalli di illuminamento (lux)
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Aree - Compiti - Attività
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20 - 30 - 50
50 - 100 - 150
100 - 150 - 200
200 - 300 - 500
300 - 500 - 750
500 - 750 - 1000
750 - 1000 - 1500
1000 - 1500 - 2000
> 2000
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Aree esterne di circolazione
Aree di circolazione, semplice orientamento, brevi visite
Locali non usati con continuità per scopi di lavoro
Compiti con semplici requisiti visivi
Compiti con requisiti visivi medi
Compiti con requisiti visivi di precisione
Compiti con requisiti visivi difficili
Compiti con requisiti visivi speciali
Svolgimento di compiti visivi molto precisi
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Questo schema risulta molto utile per eseguire un'analisi
di massima dell'illuminamento, ma certamente lascia spazio
a possibili imprecisioni e ad errori di valutazione.
Una più approfondita disamina del problema, indispensabile
per affrontare correttamente la complessa gestione della sicurezza
e dell'igiene del lavoro, richiede l'utilizzo di strumenti
di maggior precisione e la collaborazione di personale
qualificato.
Un importante contributo all'analisi tecnica può essere rappresentato
dalla norma UNI 10380, aggiornata con l'Addendum A1 nel 1999,
che prevede specifiche modalità di esecuzione delle misurazioni
e fornisce indicazioni tecniche anche per la progettazione
degli impianti, proprio per garantire, a regime, il giusto
livello di illuminamento in relazione alla specifica attività
svolta in ogni singolo ambiente.
Quindi il corretto approccio al problema, secondo tale norma
tecnica, prevede:
1. la definizione dell'attività da svolgere in ogni locale;
2. l'individuazione del livello di illuminamento artificiale
da assicurare (cosiddetto "Illuminamento E") misurato in "lux"
(lux=lumen/metroquadrato), sulla base di quanto codificato
dal prospetto I che completa la norma citata;
3. la progettazione e l'esecuzione dell'impianto secondo i
livelli calcolati;
4. la verifica dell'effettiva quantità di luce disponibile
a regime da misurare con apparecchi definiti luxmetri;
5. la programmazione di interventi di manutenzione ed il costante
controllo dei corpi illuminanti.
L'esperienza pratica dimostra che in molte realtà produttive,
specialmente in quelle di meno recente attivazione, i livelli
di luminosità disponibili non raggiungono gli standard previsti
dalla norma UNI 10380.
Ciò può comportare delle conseguenze dirette e negative per
la qualità e la precisione del lavoro, nonché per la salute
dei lavoratori che possono accusare forme patologiche acute
e/o croniche (disturbi visivi, senso di stanchezza, diminuzione
delle capacità visive, ecc.) e potrebbero incorrere più facilmente
in infortuni.
Nel prospetto seguente (in cui sono evidenziati solo alcuni
valori e non il documento completo) sono riportati i valori
considerati idonei per numerose tipologie di attività ed il
valore esposto nella colonna En si riferisce al valore dell'illuminamento
medio mantenuto, cioè a quel valore (in lux) sotto il quale
non si scende se l'impianto di illuminazione è stato progettato
per garantire il corretto illuminamento medio (Em) - per la
specifica destinazione dei locali di lavoro - e se le operazioni
di pulizia e manutenzione sono regolarmente eseguite.
Come si potrà notare la norma UNI, è molto più dettagliata
della ISO 8995.
clicca
qui per visualizzare
continua ...
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Mettere a norma la propria azienda non è
particolarmente difficoltoso se ci si affida ad un buon servizio
di consulenza. Lo Studio Tecnico Zoppi offe una consulenza
completa, che comprende la verifica della situazione aziendale,
l'esecuzione di monitoraggi ambientali (luce, ventilazione,
polveri, ecc.) e di misurazioni strumentali (quali il rumore,
il microclima, l'illuminamento), la redazione della documentazione
prevista dalla legge, con l'individuazione degli eventuali
rischi presenti, le misure di prevenzione e protezione, la
fornitura delle informazioni al personale, la formazione professionale,
la consulenza nella modifica dei lay-out aziendali, la verifica
dei dispositivi di protezione più adatti, ecc..
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Tecnico Zoppi offe una consulenza completa, che comprende
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