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L'amianto è una sostanza chimica di natura
minerale.
La composizione base è costituita da silicio, ossigeno, ferro,
e magnesio. Tuttavia l'amianto si può trovare anche in altre
forme chimiche.
Al variare della quantità di questi tre elementi l'amianto
si diversifica per alcune caratteristiche che sono:
· il colore (dal bianco al grigio);
· la resistenza agli acidi, agli alcali, alla trazione;
· la temperatura di decomposizione e di fusione;
· la densità.
Gli effetti dell'esposizione all'amianto si manifestano
con delle gravi malattie che colpiscono i polmoni e la pleura.
A carico del polmone l'amianto provoca una malattia cronica
detta "asbestosi e il cancro del polmone, mentre a carico
della pleura favorisce l'insorgenza del cancro detto "mesotelioma".
Proprio per queste gravi conseguenze a volte si rendono necessari
alcuni interventi di bonifica per evitare all'amianto di disperdere
le proprie fibre.
Anche se le conseguenze sono mortali è opportuno precisare
che l'amianto è pericoloso solo in determinate condizioni
che sono:
· deterioramento;
· manutenzione insufficiente;
· danneggiamento volontario.
Il "rischio amianto" è oggetto di grande attenzione da parte
del legislatore.
In particolare si evidenziano il D.Lgs. 277/91, che si occupa
della protezione dei lavoratori esposti ad amianto; il D.Lgs.
257/92, che determina le modalità per la realizzazione di
misure di decontaminazione, bonifica, trattamento e smaltimento
dell'amianto dalle aree interessate dall'inquinamento dallo
stesso prodotto, nonché il divieto di estrazione, importazione,
lavorazione, utilizzazione, commercializzazione; il Decreto
Ministeriale 6 settembre 1994 che fissa le norme relative
agli strumenti necessari ai rilevamenti e alle analisi del
rivestimento degli edifici, nonché alla pianificazione e alla
programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio
e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi
di rimozione, nonché le normative e metodologie tecniche per
gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere
innocuo l'amianto.
Proprio in relazione all'applicazione di quest'ultima norma
le ASL della Regione Marche stanno inviando a tutte
le aziende un questionario necessario per effettuare
il censimento di tutte le strutture nelle quali può essere
presente il rischio di esposizione all'amianto.
Le aziende, nella compilazione della scheda di censimento,
possono utilmente fare riferimento anche alla seguente tabella.
Principali tipi di materiali contenenti amianto e loro
approssimativo
potenziale di rilascio delle fibre
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Tipo di materiale
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Note
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Friabilità
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| Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti |
Fino all'85% circa di amianto Spesso anfiboli
(amosite, crocidolite) prevalentemente amosite spruzzata
su strutture portanti di acciaio o su altre superfici
come isolanti termo-acustico |
Elevata |
| Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie |
Per rivestimenti di tubazioni tutti i tipi
di amianto, talvolta in miscela al 6-10% con silicati
di calcio. In tele, feltri, imbottiture in genere al 100% |
Elevato potenziale di rilascio di fibre
se i rivestimenti non sono ricoperti con strato sigillante
uniforme e intatto |
| Funi, corde, tessuti |
In passato sono stati usati tutti i tipi
di amianto. In seguito solo crisotilo al 100% |
Possibilità di rilascio di fibre quando
grandi quantità di materiali vengono immagazzinati |
| Cartoni, carte e prodotti affini |
Generalmente solo crisotilo al 100% |
Sciolti e maneggiati, carte e cartoni, non
avendo una struttura molto compatta, sono soggetti a facili
abrasioni ed a usura |
| Prodotti in amianto-cemento |
Attualmente il 10-15% di amianto in genere
crisotilo. Crocidolite e amosite si ritrovano in alcuni
tipi di tubi e di lastre |
Possono rilasciare fibre se abrasi, segati,
perforati o spazzolati, oppure se deteriorati |
| Prodotti bituminosi, matto- nelle di vinile
con intercapedini di carta di amianto, mattonelle e pavimenti
vinilici, PVC e plastiche rinforzate ricoprimenti e vernici,
mastici, sigillanti, stucchi adesivi contenenti amianto |
Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti,
adesivi, al 10-25% per pavimenti e mattonelle vinilici |
Improbabile rilascio di fibre durante l'uso
normale. Possibilità di rilascio di fibre se tagliati,
abrasi o perforati |
La corretta valutazione del "rischio amianto"
richiede, solitamente, l'intervento di tecnici competenti
che possono procedere a:
- esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare
il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale;
- misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse
all'interno dell'edificio (monitoraggio ambientale).
In fase di ispezione visiva dell'installazione, devono essere
invece attentamente valutati:
- il tipo e le condizioni dei materiali;
- i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento
o degrado;
- i fattori che influenzano la diffusione di fibre e l'esposizione
degli individui.
In base agli elementi raccolti per la valutazione possono
delinearsi tre diversi tipi di situazioni:
a) Materiali integri non suscettibili di danneggiamento
Sono situazioni nelle quali non esiste pericolo di rilascio
di fibre d'amianto in atto o potenziale o di esposizione degli
occupanti, come ad esempio:
- materiali non accessibili per la presenza di un efficace
confinamento;
- materiali in buone condizioni, non confinati ma comunque
difficilmente accessibili agli occupanti;
- materiali in buone condizioni, accessibili ma difficilmente
danneggiabili per le caratteristiche proprie del materiale
(duro e compatto);
- non esposizione degli occupanti in quanto l'amianto si trova
in aree non occupate dell'edificio.
In questi casi non è necessario un intervento di bonifica.
Occorre, invece, un controllo periodico delle condizioni dei
materiali e il rispetto di idonee procedure per le operazioni
di manutenzione e pulizia dello stabile, al fine di assicurare
che le attività quotidiane dell'edificio siano condotte in
modo da minimizzare il rilascio di fibre di amianto, secondo
le indicazioni riportate nel capitolo 4.
b) Materiali integri suscettibili di danneggiamento
Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio potenziale
di fibre di amianto, come ad esempio:
- materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili dagli
occupanti;
- materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili in
occasione di interventi manutentivi;
- materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento
(vibrazioni, correnti d'aria, ecc.).
In situazioni di questo tipo, in primo luogo, devono essere
adottati provvedimenti idonei a scongiurare il pericolo di
danneggiamento e quindi attuare un programma di controllo
e manutenzione secondo le indicazioni riportate nel capitolo
4. Se non è possibile ridurre significativamente i rischi
di danneggiamento dovrà essere preso in considerazione un
intervento di bonifica da attuare a medio termine.
c) Materiali danneggiati
Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio di
fibre di amianto con possibile esposizione degli occupanti,
come ad esempio:
- materiali a vista o comunque non confinati, in aree occupate
dell'edificio, che si presentino:
· danneggiati per azione degli occupanti o per interventi
manutentivi;
· deteriorati per effetto di fattori esterni (vibrazioni,
infiltrazioni d'acqua, correnti d'aria, ecc.), deteriorati
per degrado spontaneo;
- materiali danneggiati o deteriorati o materiali friabili
in prossimità dei sistemi di ventilazione.
Sono queste le situazioni in cui si determina la necessità
di un'azione specifica da attuare in tempi brevi, per eliminare
il rilascio in atto di fibre di amianto nell'ambiente.
I provvedimenti possibili possono essere:
- restauro dei materiali: l'amianto viene lasciato in sede
senza effettuare alcun intervento di bonifica vera e propria,
ma limitandosi a riparare le zone danneggiate e/o ad eliminare
le cause potenziali del danneggiamento (modifica del sistema
di ventilazione in presenza di correnti d'aria che erodono
il rivestimento, riparazione delle perdite d'acqua, eliminazione
delle fonti di vibrazioni, interventi atti ad evitare il danneggiamento
da parte degli occupanti). E' applicabile per materiali in
buone condizioni che presentino zone di danneggiamento di
scarsa estensione (inferiori al 10% della superficie di amianto
presente nell'area interessata). E' il provvedimento di elezione
per rivestimenti di tubi e caldaie o per materiali poco friabili
di tipo cementizio, che presentino danni circoscritti. Nel
caso di materiali friabili è applicabile se la superficie
integra presenta sufficiente coesione da non determinare un
rilascio spontaneo di fibre;
- intervento di bonifica mediante rimozione, incapsulamento
o confinamento dell'amianto. La bonifica può riguardare l'intera
installazione o essere circoscritta alle aree dell'edificio
o alle zone dell'installazione in cui si determina un rilascio
di fibre.
Dal momento in cui viene rilevata la presenza di materiali
contenenti amianto in un edificio, è necessario che sia messo
in atto un programma di controllo e manutenzione al fine di
ridurre al minimo l'esposizione degli occupanti. Tale programma
implica mantenere in buone condizioni i materiali contenenti
amianto, prevenire il rilascio e la dispersione secondaria
di fibre, intervenire correttamente quando si verifichi un
rilascio, controllare periodicamente le condizioni dei materiali
contenenti amianto.
Il proprietario dell'immobile e/o il responsabile dell'attività
che vi si svolge dovrà:
- designare una
figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento
di tutte le attività manutentive che possono interessare i
materiali di amianto;
- tenere un'idonea documentazione da cui risulti l'ubicazione
dei materiali contenenti amianto. Sulle installazioni soggette
a frequenti interventi manutentivi (ad es. caldaia e tubazioni)
dovranno essere poste avvertenze allo scopo di evitare che
l'amianto venga inavvertitamente disturbato;
- garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante
le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione
di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali
di amianto. A tal fine dovrà essere predisposta una specifica
procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione
e di tutti gli interventi effettuati dovrà essere tenuta una
documentazione verificabile;
- fornire una corretta informazione agli occupanti dell'edificio
sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali
e sui comportamenti da adottare;
- nel caso siano in opera materiali friabili provvedere a
far ispezionare l'edificio almeno una volta all'anno, da personale
in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo
un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica.
Copia del rapporto dovrà essere trasmessa alla ASL competente
la quale può prescrivere di effettuare un monitoraggio ambientale
periodico delle fibre aerodisperse all'interno dell'edificio.
Sia nel caso di interventi circoscritti ad aree limitate dell'edificio,
sia nel caso di interventi generali, l'imprenditore, consigliandosi
anche con il responsabile
del rischio amianto, valuterà i più opportuni metodi
di bonifica che possono essere attuati; questi sono:
a) Rimozione dei materiali di amianto
E' il procedimento più diffuso perché elimina ogni potenziale
fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche
cautele per le attività che si svolgono nell'edificio. Comporta
un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e
per la contaminazione dell'ambiente; produce notevoli quantitativi
di rifiuti tossici e nocivi che devono essere correttamente
smaltiti. E' la procedura che comporta i costi più elevati
ed i più lunghi tempi di realizzazione. In genere richiede
l'applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell'amianto
rimosso.
b) Incapsulamento
Consiste nel trattamento dell'amianto con prodotti penetranti
o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono
ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza
al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla
superficie esposta. Costi e tempi dell'intervento risultano
più contenuti. Non richiede la successiva applicazione di
un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti tossici. Il
rischio per i lavoratori addetti e per l'inquinamento dell'ambiente
è generalmente minore rispetto alla rimozione. E' il trattamento
di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio.
Il principale inconveniente è rappresentato dalla permanenza
nell'edificio del materiale di amianto e dalla conseguente
necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione.
Occorre inoltre verificare periodicamente l'efficacia dell'incapsulamento,
che col tempo può alterarsi o essere danneggiato, ed eventualmente
ripetere il trattamento. L'eventuale rimozione di un materiale
di amianto precedentemente incapsulato è più complessa, per
la difficoltà di bagnare il materiale a causa dell'effetto
impermeabilizzante del trattamento. Inoltre, l'incapsulamento
può alterare le proprietà antifiamma e fonoassorbenti del
rivestimento di amianto.
c) Confinamento
Consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi
l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene
associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre
continua all'interno del confinamento. Rispetto all'incapsulamento,
presenta in vantaggio di realizzare una barriera resistente
agli urti. E' indicato nel caso di materiali facilmente accessibili,
in particolare per bonifica di aree circoscritte (ad es. una
colonna). Non è indicato quando sia necessario accedere frequentemente
nello spazio confinato. Il costo è contenuto, se l'intervento
non comporta lo spostamento dell'impianto elettrico, termoidraulico,
di ventilazione, ecc. Occorre sempre un programma di controllo
e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio;
inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere
mantenuta in buone condizioni.
Ricordiamo sempre che rivolgendosi ad un serio servizio
di consulenza si sommano numerosi vantaggi: la sicurezza
di essere sempre aggiornati sulle leggi vigenti, la professionalità
di chi quotidianamente lavora per aiutare le aziende ad affrontare
i problemi della sicurezza sul lavoro, la convenienza di affidare
a personale specializzato degli impegni che comporterebbero
maggiori costi e perdite di tempo se svolti all'interno dell'azienda,
unitamente ad una maggiore garanzia sui risultati.
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