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rubrica - novembre 2001
Questa è la rubrica presentata nel mese di Novembre.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o, per una maggiore immediatezza telefonando al numero 3396116230.

Abbiamo voluto, con l'approfondimento di questo mese, continuare con un tema di attualità:
"l'umidità", dato che, con l'arrivo di novembre, sono arrivate le prime giornate uggiose.

I PROBLEMI dell'UMIDITA' nelle CASE
 

"…n'è tant ch'è fredd, è ch'è umido 'n bel po'! …", "…'sta casa guasi che la cumpraria, però me sa ch'è umida 'na mucchia! …", "oh, è cuscì umida, che ce se putria fa' 'na ciambottara! …": la ricorrenza con cui si sentono, dalle nostre parti, queste frasi… "colorite" testimonia quanto il problema dell'umidità sia importante, non solo per i tecnici, ma soprattutto per gli utenti finali del bene casa; viviamo infatti in una zona caratterizzata da basse quote sul livello del mare, da un'umidità relativa molto alta e dall'esposizione ai venti di nord-est, freddi ed umidi.
Sul problema dell'umidità, all'interno degli ambienti residenziali e delle strutture delle nostre case, la letteratura tecnica è ricca di numerose pubblicazioni, che trattano con grande competenza le varie problematiche che si possono presentare: la loro conoscenza dovrebbe quindi consentire, sia ai progettisti che ai costruttori, di mettere in opera tutti quegli accorgimenti preventivi per evitare possibili inconvenienti sulle nuove costruzioni.
Sono inoltre disponibili sul mercato dell'edilizia numerosissimi e validi materiali che risolvono in maniera definitiva tutti i problemi che vengono spesso lamentati da inquilini non solo di vecchie case, ma anche di nuovi appartamenti: la scelta corretta del tipo di intervento da effettuare dovrebbe quindi permettere di risolvere tutti i problemi anche "a posteriori", seppure con le difficoltà di intervenire in una casa abitata e con gli inevitabili maggiori oneri economici, rispetto agli interventi preventivi che sono sempre raccomandabili.
Nonostante le suddette premesse, vengono spesso lamentati tutta una serie di inconvenienti che a volte persistono anche dopo ripetuti interventi, eseguiti evidentemente sulla scorta di diagnosi poco appropriate; nei limiti dello spazio e degli obbiettivi del giornale, cerchiamo di chiarire e classificare i casi più comuni e ricorrenti, limitandoci oggi ad una rapida panoramica, e soffermandoci poi nei prossimi numeri sui singoli casi.
Prima di tutto, occorre distinguere fra gli inconvenienti causati dall'acqua e quelli provocati da un eccessivo tenore di vapor d'acqua, tanto nelle strutture murarie quanto negli ambienti residenziali.
A proposito dei primi, spesso si nota la presenza di acqua ai piani terra nelle vecchie murature portanti: l'acqua presente nel terreno su cui la casa è fondata, infatti, se non trova ostacoli adeguati, può risalire per capillarità sino ad altezze che, a volte, raggiungono anche i due metri, manifestandosi con antiestetiche macchie e riversando nell'ambiente interno un caratteristico e sgradevole odore.
L'acqua, inoltre, penetra all'interno delle nostre abitazioni a volte da fessurazioni nelle murature perimetrali, altre volte dalla copertura, sia essa "a terrazzo" o "a falda": all'interno si manifestano, dopo precipitazioni meteoriche, macchie su intonaci di pareti e soffitti, ma la loro esatta provenienza non è sempre facilmente individuabile.
Questi inconvenienti vengono spesso confusi con danni provocati da fenomeni di condensa ed è evidente che, se è errata la diagnosi, la "cura" si dimostrerà inefficace; significativo in questo senso è un episodio capitatomi alcuni anni orsono, quando fui chiamato dal condomino dell'ultimo piano di un edificio, coperto a terrazzo, dove l'impermeabilizzazione era stata rimossa e ripristinata già due volte, credendo di avere a che fare con problemi di infiltrazione di acqua piovana: la presenza non solo di macchie sul soffitto e sulla parete esterna della cucina, ma anche il manifestarsi di un vero e proprio "gocciolamento", avevano indotto in errore l'amministratore del condominio.
L'inconveniente, invece, era dovuto a due effetti concomitanti: l'assoluta mancanza di isolamento termico nella copertura e nel tamponamento verticale, e le abitudini di vita della coppia di anziani inquilini, che passavano intere giornate chiusi nella cucina di circa dieci metri quadrati e rivolta a nord, unico locale riscaldato da una "stufa economica", dove la padrona di casa cucinava, riscaldava l'acqua per lavarsi, stendeva il bucato suo e della famiglia del genero, stirava, etc.
Per stare più caldi, inoltre, avevano recentemente cambiato la vecchia finestra esterna con un infisso a "perfetta tenuta" e con doppi vetri; tutto ciò comportava un enorme flusso di vapore che, a contatto con le superfici fredde di soffitto e parete, si condensava; il "gocciolamento" era ancora più evidente nelle giornate di pioggia battente, quando il raffreddamento delle strutture esterne era maggiore, e questo aveva causato l'errore di interpretazione; il caso fu risolto finalmente con un buon isolamento della copertura, esteso anche agli altri tre appartamenti, ed un isolamento localizzato della parete esterna.
Indirettamente, furono risolti anche altri problemi, non meno importanti: si mise fine alle annose discussioni sui tempi del riscaldamento invernale, e fu garantito un maggior benessere per i quattro condomini dell'ultimo piano, che dovevano sopportare un caldo eccessivo durante i mesi estivi; tutto questo, inoltre, fu conseguito con una spesa limitata.
In questo caso la diagnosi avrebbe dovuto essere scontata data l'evidenza dei fatti; spesso però i sintomi sono contraddittori, perché dovuti a diverse concause, per cui l'esperienza insegna che si deve porre molta attenzione nel proporre rimedi affrettati, spesso proposti da qualcuno che ha solo quel rimedio da "vendere".
Come la presenza di acqua indesiderata può essere di varia provenienza, anche le condense possono essere causate da molteplici fenomeni; esamineremo separatamente, nei prossimi incontri, gli aspetti più ricorrenti, ma anticipiamo sin da adesso che esistono:
- condense che potremo chiamare "invernali";
- condense che chiameremo "estive";
- condense che definiremo "primaverili".
Per quanto riguarda le prime, direi che sono le più note; il fenomeno, purtroppo ricorrente, si ha quando l'aria degli ambienti interni, ad una temperatura di circa 20°C e con alto tenore di umidità, viene a contatto con le superfici interne delle pareti esterne; se queste hanno temperature inferiori a quelle dell'ambiente, una parte del vapore d'acqua si trasforma in acqua, che bagna quindi intonaci di soffitti e muri in maniera più o meno accentuata a secondo di diversi parametri: il tenore di umidità dell'ambiente, la differenza di temperatura fra ambiente e parete, la permeabilità al vapore della parete, etc.
Per quanto riguarda le seconde, penso che un semplice esempio possa aiutare a capire meglio il fenomeno: è esperienza di tutti, infatti, l'aver constatato che una bottiglia piena di una bevanda fredda appena presa dal frigorifero, in una calda giornata di estate, si ricopre di goccioline d'acqua; il fenomeno non ha ovviamente implicazioni "edilizie" preoccupanti, ma è analogo a quanto si può verificare su tubazioni di impianti refrigeranti (se mal isolati), su pavimenti al di sotto dei quali ci sono serpentine di impianto di raffreddamento, etc; si tratta in genere di casi più particolari di quelli invernali, e quindi facilmente individuabili.
Più particolari sono le condense che si verificano in concomitanza delle prime giornate calde ed umide di aprile e maggio su strutture di grande massa, che sono rimaste fredde per tutta la stagione invernale; è il caso, ad esempio, dei pavimenti dei garage interrati di molti condomini, quando questi sono direttamente posati sopra i solettoni in calcestruzzo costituenti le fondazioni dell'edificio, permanentemente a contatto con il freddo terreno sottostante, ma lo stesso accade per le pareti controterra delle cantinette o di altri locali interrati, se non si sono predisposti i necessari accorgimenti: in questi casi si manifestano delle macchie di umidità, a volte con vera e propria presenza di acqua, che sono spesso erroneamente interpretate come infiltrazioni dal sottosuolo.

Nel prossimo incontro cercherò di trattare più dettagliatamente i singoli problemi, cercando anche di indicare i possibili rimedi, ricordando però che, come per la nostra salute, le "cure" vanno formulate caso per caso, dopo un attento esame dei sintomi ed una esatta scelta, tecnica ed economica, dei possibili interventi.



Senigallia, 12 novembre 2001.

 

Arch. Ing. Arnaldo Giuseppe Fornaroli Senigallia


 
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