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"…n'è tant ch'è fredd, è ch'è umido
'n bel po'! …", "…'sta casa guasi che la cumpraria, però me
sa ch'è umida 'na mucchia! …", "oh, è cuscì umida, che ce
se putria fa' 'na ciambottara! …": la ricorrenza con cui si
sentono, dalle nostre parti, queste frasi… "colorite" testimonia
quanto il problema dell'umidità sia importante, non
solo per i tecnici, ma soprattutto per gli utenti finali del
bene casa; viviamo infatti in una zona caratterizzata da basse
quote sul livello del mare, da un'umidità relativa molto alta
e dall'esposizione ai venti di nord-est, freddi ed umidi.
Sul problema dell'umidità, all'interno degli ambienti residenziali
e delle strutture delle nostre case, la letteratura tecnica
è ricca di numerose pubblicazioni, che trattano con grande
competenza le varie problematiche che si possono presentare:
la loro conoscenza dovrebbe quindi consentire, sia ai progettisti
che ai costruttori, di mettere in opera tutti quegli accorgimenti
preventivi per evitare possibili inconvenienti sulle nuove
costruzioni.
Sono inoltre disponibili sul mercato dell'edilizia numerosissimi
e validi materiali che risolvono in maniera definitiva tutti
i problemi che vengono spesso lamentati da inquilini non solo
di vecchie case, ma anche di nuovi appartamenti: la scelta
corretta del tipo di intervento da effettuare dovrebbe quindi
permettere di risolvere tutti i problemi anche "a posteriori",
seppure con le difficoltà di intervenire in una casa abitata
e con gli inevitabili maggiori oneri economici, rispetto agli
interventi preventivi che sono sempre raccomandabili.
Nonostante le suddette premesse, vengono spesso lamentati
tutta una serie di inconvenienti che a volte persistono
anche dopo ripetuti interventi, eseguiti evidentemente sulla
scorta di diagnosi poco appropriate; nei limiti dello spazio
e degli obbiettivi del giornale, cerchiamo di chiarire e classificare
i casi più comuni e ricorrenti, limitandoci oggi ad una rapida
panoramica, e soffermandoci poi nei prossimi numeri sui singoli
casi.
Prima di tutto, occorre distinguere fra gli inconvenienti
causati dall'acqua e quelli provocati da un eccessivo tenore
di vapor d'acqua, tanto nelle strutture murarie quanto negli
ambienti residenziali.
A proposito dei primi, spesso si nota la presenza di acqua
ai piani terra nelle vecchie murature portanti: l'acqua
presente nel terreno su cui la casa è fondata, infatti, se
non trova ostacoli adeguati, può risalire per capillarità
sino ad altezze che, a volte, raggiungono anche i due metri,
manifestandosi con antiestetiche macchie e riversando nell'ambiente
interno un caratteristico e sgradevole odore.
L'acqua, inoltre, penetra all'interno delle nostre abitazioni
a volte da fessurazioni nelle murature perimetrali, altre
volte dalla copertura, sia essa "a terrazzo" o "a falda":
all'interno si manifestano, dopo precipitazioni meteoriche,
macchie su intonaci di pareti e soffitti, ma la loro
esatta provenienza non è sempre facilmente individuabile.
Questi inconvenienti vengono spesso confusi con danni provocati
da fenomeni di condensa ed è evidente che, se è errata
la diagnosi, la "cura" si dimostrerà inefficace; significativo
in questo senso è un episodio capitatomi alcuni anni orsono,
quando fui chiamato dal condomino dell'ultimo piano di un
edificio, coperto a terrazzo, dove l'impermeabilizzazione
era stata rimossa e ripristinata già due volte, credendo di
avere a che fare con problemi di infiltrazione di acqua piovana:
la presenza non solo di macchie sul soffitto e sulla parete
esterna della cucina, ma anche il manifestarsi di un vero
e proprio "gocciolamento", avevano indotto in errore l'amministratore
del condominio.
L'inconveniente, invece, era dovuto a due effetti concomitanti:
l'assoluta mancanza di isolamento termico nella copertura
e nel tamponamento verticale, e le abitudini di vita della
coppia di anziani inquilini, che passavano intere giornate
chiusi nella cucina di circa dieci metri quadrati e rivolta
a nord, unico locale riscaldato da una "stufa economica",
dove la padrona di casa cucinava, riscaldava l'acqua per lavarsi,
stendeva il bucato suo e della famiglia del genero, stirava,
etc.
Per stare più caldi, inoltre, avevano recentemente cambiato
la vecchia finestra esterna con un infisso a "perfetta tenuta"
e con doppi vetri; tutto ciò comportava un enorme flusso di
vapore che, a contatto con le superfici fredde di soffitto
e parete, si condensava; il "gocciolamento" era ancora più
evidente nelle giornate di pioggia battente, quando il raffreddamento
delle strutture esterne era maggiore, e questo aveva causato
l'errore di interpretazione; il caso fu risolto finalmente
con un buon isolamento della copertura, esteso anche agli
altri tre appartamenti, ed un isolamento localizzato della
parete esterna.
Indirettamente, furono risolti anche altri problemi, non meno
importanti: si mise fine alle annose discussioni sui tempi
del riscaldamento invernale, e fu garantito un maggior benessere
per i quattro condomini dell'ultimo piano, che dovevano sopportare
un caldo eccessivo durante i mesi estivi; tutto questo, inoltre,
fu conseguito con una spesa limitata.
In questo caso la diagnosi avrebbe dovuto essere scontata
data l'evidenza dei fatti; spesso però i sintomi sono contraddittori,
perché dovuti a diverse concause, per cui l'esperienza insegna
che si deve porre molta attenzione nel proporre rimedi affrettati,
spesso proposti da qualcuno che ha solo quel rimedio da "vendere".
Come la presenza di acqua indesiderata può essere di varia
provenienza, anche le condense possono essere causate da
molteplici fenomeni; esamineremo separatamente, nei prossimi
incontri, gli aspetti più ricorrenti, ma anticipiamo sin da
adesso che esistono:
- condense che potremo chiamare "invernali";
- condense che chiameremo "estive";
- condense che definiremo "primaverili".
Per quanto riguarda le prime, direi che sono le più
note; il fenomeno, purtroppo ricorrente, si ha quando l'aria
degli ambienti interni, ad una temperatura di circa 20°C e
con alto tenore di umidità, viene a contatto con le superfici
interne delle pareti esterne; se queste hanno temperature
inferiori a quelle dell'ambiente, una parte del vapore d'acqua
si trasforma in acqua, che bagna quindi intonaci di soffitti
e muri in maniera più o meno accentuata a secondo di diversi
parametri: il tenore di umidità dell'ambiente, la differenza
di temperatura fra ambiente e parete, la permeabilità al vapore
della parete, etc.
Per quanto riguarda le seconde, penso che un semplice
esempio possa aiutare a capire meglio il fenomeno: è esperienza
di tutti, infatti, l'aver constatato che una bottiglia piena
di una bevanda fredda appena presa dal frigorifero, in una
calda giornata di estate, si ricopre di goccioline d'acqua;
il fenomeno non ha ovviamente implicazioni "edilizie" preoccupanti,
ma è analogo a quanto si può verificare su tubazioni di impianti
refrigeranti (se mal isolati), su pavimenti al di sotto dei
quali ci sono serpentine di impianto di raffreddamento, etc;
si tratta in genere di casi più particolari di quelli invernali,
e quindi facilmente individuabili.
Più particolari sono le condense che si verificano in concomitanza
delle prime giornate calde ed umide di aprile e maggio su
strutture di grande massa, che sono rimaste fredde per
tutta la stagione invernale; è il caso, ad esempio, dei pavimenti
dei garage interrati di molti condomini, quando questi sono
direttamente posati sopra i solettoni in calcestruzzo costituenti
le fondazioni dell'edificio, permanentemente a contatto con
il freddo terreno sottostante, ma lo stesso accade per le
pareti controterra delle cantinette o di altri locali interrati,
se non si sono predisposti i necessari accorgimenti: in questi
casi si manifestano delle macchie di umidità, a volte con
vera e propria presenza di acqua, che sono spesso erroneamente
interpretate come infiltrazioni dal sottosuolo.
Nel prossimo incontro cercherò di trattare più dettagliatamente
i singoli problemi, cercando anche di indicare i possibili
rimedi, ricordando però che, come per la nostra salute, le
"cure" vanno formulate caso per caso, dopo un attento esame
dei sintomi ed una esatta scelta, tecnica ed economica, dei
possibili interventi.
Senigallia, 12 novembre 2001.
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