La redazione di Ediancona intende offrire
ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall' Arch. Ing.
Giuseppe Fornaroli, e dall 'Ing. Daniele Gianfrini,
consistente in un approfondimento di un argomento inerente
al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del
"portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori
di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone
che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema
casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse
interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni,
o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" allestito
all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo: info@ediancona.it,
oppure contattando direttamente gli autori degli articoli,
all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it,
o, per una maggiore immediatezza telefonando al numero 3396116230.
Con l'approfondimento di questo mese, portiamo avanti un tema
di attualità: "l'umidità", dato che, con l'arrivo dell'inverno,
sono arrivate le prime giornate uggiose e con esse alcuni
problemi si ripresentano, purtroppo, puntualmente..
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La tendenza che si è riscontrata
nell'edilizia negli ultimi venti anni, cioè un aumento degli
interventi di recupero di vecchi fabbricati, ha reso
attuali, oltre ai problemi collegati alla ristrutturazione
architettonica e strutturale, anche i problemi connessi con
il risanamento delle murature umide: ci si trova spesso di
fronte a murature del piano terra o dei piani interrati che
assorbono quantità, anche notevoli, di acqua dal terreno sottostante.
Cerchiamo di presentare brevemente questo argomento e di elencare
quelli che sono i rimedi oggi a disposizione di chi voglia
affrontare radicalmente e definitivamente il problema, senza
però ... esagerare, riservandoci di esaminarli più nel
dettaglio nel prossimo numero.
L'esperienza delle estati 2000 e 2001, caratterizzate entrambe
da un'esasperata ed esasperante siccità, comincia a far riflettere
sul tipo di intervento da realizzare; drenaggi spinti eccessivamente
in profondità, uniti a precipitazioni atmosferiche sporadiche,
hanno infatti riproposto il problema con nuove sfaccettature.
L'eccessivo prosciugamento del terreno si è rivelato, a volte,
il responsabile di cedimenti locali delle fondazioni superficiali,
continue o a plinti, che si manifestano con lesioni nelle
soprastanti murature, portanti o di tamponamento.
Ma di problemi di questo tipo si è parlato ampiamente nello
scorso intervento; stavolta, vogliamo cercare di dare suggerimenti
a chi ha il problema opposto: muri con eccessivo tenore
di umidità.
Innanzi tutto, è necessario, come in tutte le cose, cercare
di prevenire il problema, piuttosto che preoccuparsene dopo
aver effettuato operazioni edilizie "maldestre".
Mi è capitato, più di una volta, di essere chiamato ad esaminare
murature in vecchie case che, dopo recenti interventi di ristrutturazione,
presentavano pareti umide che, precedentemente, erano state
asciutte per decenni; nelle ex case coloniche, spesso, l'intervento
responsabile è stato quello di aver costruito, direttamente
sopra il vecchio pavimento in terra battuta della cantina,
un massetto in calcestruzzo con sopra un pavimento di cotto
o ceramica.
Altre volte lo stesso inconveniente è stato causato dalla
realizzazione di un marciapiede perimetrale o dalla pavimentazione
di un cortile interno; in entrambi i casi, che a volte possono
anche presentarsi simultaneamente, si è venuto a turbare quel
naturale equilibrio che perdurava da secoli, e la parte di
umidità del terreno, che migrava naturalmente nell'aria sovrastante,
è stata convogliata nei muri, verso l'alto, attraverso le
fondazioni della casa.
E' evidente che detti pavimenti si debbano costruire e che,
se il nuovo proprietario vuole ad esempio costruire un bagno
ed una cucina al posto di una vecchia cantina, dovrà necessariamente
sostituire il pavimento in terra con uno in ceramica o altro
materiale, ma prima di farlo dovrà prendere tutte quelle precauzioni
che il caso, di volta in volta, richiede: creazioni di vespai
ben aerati, drenaggi che allontanino l'acqua dalla casa (curando
però di non modificare le caratteristiche del terreno al di
sotto delle fondazioni), pavimenti al piano terra su solai
rialzati e con sottostanti intercapedini aerate, etc.
Altre volte, la responsabilità dell'inconveniente si è dimostrata
la frettolosa chiusura di vecchi pozzi, o semplicemente il
loro abbandono e disuso; moltissime case rurali, ma anche
molte case urbane, avevano infatti nelle immediate vicinanze,
od anche al loro interno, pozzi che venivano regolarmente
usati per l'approvvigionamento idrico degli abitanti (questo
era frequentissimo sino agli anni '50 ed a volte anche sino
a tempi più recenti); il mancato uso del pozzo ha portato
spesso ad un innalzamento del livello della falda acquifera
e, conseguentemente, ad una maggiore pressione idrostatica
sotto le fondazioni della casa, innescando una risalita di
acqua per capillarità superiore alla quantità che il muro
è in grado di riversare nell'ambiente.
E' necessario quindi, che, una volta riscontrato un problema
di capillarità, lo stesso venga diagnosticato con chiarezza,
senza possibilità di incorrere in errori di interpretazione;
prima di intervenire sui muri con gli accorgimenti di seguito
elencati, sarebbe saggio valutare se non sia possibile intervenire
all'esterno del fabbricato con rimedi indiretti, che si rivelano
spesso più semplici, più sicuri e meno costosi.
Se però si ha la necessità di intervenire sulle murature,
avendo constatato l'impossibilità di agire diversamente, oggi
si hanno a disposizione innumerevoli possibilità di intervento
che, per maggior chiarezza e sintesi, cerchiamo di raggruppare
in quattro categorie, evitando invece interventi… "peggiorativi",
spesso dovuti ad un colpevole "fai da te":
a) creazioni di barriere anticapillari inserite meccanicamente;
b) creazioni di barriere anticapillari formate chimicamente;
c) realizzazione di intonaci traspiranti;
d) realizzazione di campi elettrostatici.
Nel prossimo incontro analizzeremo i singoli casi.
Senigallia, 10 dicembre 2001.
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