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rubrica - giugno 2002
Questa è la rubrica presentata nel mese di Giugno.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o, per una maggiore immediatezza telefonando al numero 339 6116230.

Con l'approfondimento di questo mese, portiamo avanti un tema inerente al nostro patrimonio edilizio rurale, che negli ultimi due anni sta correndo un pericolo "importante".

SICCITA': ESEMPI e SOLUZIONI


(terza parte)

 

Concludiamo con questo approfondimento di trattare i problemi legati alla siccità ed ai conseguenti cedimenti delle fondazioni che si sono presentati in questo periodo a molti proprietari di vecchie case in campagna ed a volte anche di case di recente costruzione od oggetto di ristrutturazione; della casistica e dei fenomeni rilevati si è già parlato in precedenza nel nostro giornale; eventuali casi personali possono essere esposti nel nostro FORUM o direttamente all'autore dell'articolo al 339 6116230.

Nell'articolo di oggi cerchiamo di riesaminare il fenomeno alla luce del ripetersi, anno dopo anno, di stagioni sempre più calde e sempre meno piovose.
Avendo occasione di osservare frequentemente il fenomeno operando lungo la fascia costiera e collinare marchigiana, abruzzese e molisana, da Senigallia a Termoli, ho potuto constatare che le proporzioni del problema sono notevolmente aumentate: negli ultimi due anni, ma soprattutto dopo l'estate 2001 è stato interessato da cedimenti fondali, manifestatisi con lesioni più o meno gravi, un numero notevolissimo di edifici.
Quello che sorprende i proprietari ed, a volte, anche i tecnici chiamati a risolvere i problemi, è il fatto che sono interessate al fenomeno anche alcune case con strutture murarie solide, nuove ed antiche, che hanno subito nella loro vita secolare diverse vicissitudini ed, a volte, terremoti, senza tuttavia subire danni apprezzabili.
Spesso gli assestamenti del terreno sotto le fondazioni sono superficiali e localizzati, e provocano rotture di mattoni all'interno della muratura portante con lesioni vistose sia all'esterno che all'interno, altre volte i cedimenti interessano gli strati più profondi per cui le ripercussioni sulle strutture fuori terra sono più diffuse e di minore entità.

Porto alcuni esempi fra i più tipici riscontrati in questi ultimi mesi; per motivi di riservatezza, non indico né la località né il nome dei proprietari, ma penso comunque di fare cosa gradita a coloro che abbiano problematiche simili a quelle che mi accingo ad esporre, che potranno così avere le idee un po' più chiare sul tipo d'intervento da eseguire per cercare di risolverle.
Alcuni mesi or sono, avevo effettuato un sopralluogo in una casa di campagna, ma di costruzione relativamente recente (1970) e molto ben eseguita; i muri portanti erano in mattoni pieni a tre teste al piano terra e due teste al primo piano; le "luci" dei solai non elevate (4-5 metri); la copertura semplice a due falde non spingenti.
Nonostante tutto fosse stato costruito a regola d'arte, la casa, alcuni anni fa, aveva cominciato ad inclinarsi leggermente; però, proprio grazie al fatto di essere ben costruita, si era mossa in maniera solidale e non si erano evidenziate lesioni apprezzabili; solo alla fine dell'anno 2000 il proprietario aveva cominciato a preoccuparsi, ma dopo il primo mio sopralluogo aveva deciso di non prendere provvedimenti strutturali, ma semplicemente di controllare gli scarichi delle acque piovane e sostituire i vecchi "pozzetti" con una rete fognante più moderna ed efficiente, rispondente alle norme attualmente vigenti.
Durante i lavori, svolti durante il mese di giugno 2001, si era notato che i vecchi tubi in elementi di calcestruzzo vibrato che portavano i liquami dal bagno al "pozzetto nero" non erano perfettamente sigillati; non si è dato molto peso al fenomeno, in quanto la stagione, già molto calda, contribuiva ad asciugare quanto trapelava dalle giunture dei tubi e comunque si stava rifacendo la fognatura per cui non è sembrato necessario prendere altri provvedimenti.
Alla fine di luglio, però, la casa è stata oggetto di un cedimento repentino di 3 - 4 centimetri in prossimità dello spigolo sud-ovest, non lontano dalle fognature, che avevano avuto perdite per molti anni; le prove penetrometriche effettuate hanno rilevato che dai tre ai quattro metri di profondità era presente uno strato di limi argillosi che, asciugandosi avevano perso di volume e, contraendosi, non erano quindi più in grado di assicurare la giusta portanza alle fondazioni della casa.
In questo caso si è intervenuti ridando consistenza allo strato di terreno mediante iniezioni di resine espandenti, che hanno permesso non solo di ridare al substrato la giusta portanza, ma anche di risollevare in maniera evidente la parte di casa che aveva subito il vistoso e preoccupante cedimento.

In un altro caso, alcuni anni fa, una vecchia abitazione colonica-padronale, costruita almeno da duecento anni, che non aveva mai subito rifacimenti, con le murature in perfetto stato, ha manifestato su un lato delle piccole lesioni; i proprietari avevano dato la colpa, in un primo momento, alle radici di due grossi alberi che erano cresciuti immediatamente a ridosso dell'edificio; hanno pertanto abbattuto, con dispiacere, i due alberi ed hanno tolto anche le radici, per quanto possibile.
Ma l'estate scorsa le lesioni, da capillari sono diventate sempre più evidenti; un attento studio ha evidenziato che il cedimento era dovuto al fatto che la parte centrale della casa aveva fondazioni molto profonde per la presenza di una cantina con relativa grotta, mentre le parti laterali, fondate su terreni più superficiali, risentivano degli eventi climatici delle ultime stagioni calde e siccitose.
Delle parti laterali quella che presentava i problemi maggiori era quella esposta a sud-ovest, mentre quella esposta a nord-est non manifestava lesioni apprezzabili.
In questo caso s'intende intervenire il prossimo mese di giugno con l'iniezioni di resine integrando il sistema con un metodo del tutto simile a quello usato in questi ultimi decenni per togliere umidità dai terreni, ma invertendo le polarità degli elettrodi, in modo da mantenere un costante grado di umidità nei terreni sottostanti le fondazioni.
Ovviamente si curerà di far sì che questa zona ad "umidità controllata" non vada ad innescare fenomeni di risalita d'acqua per capillarità nelle murature sovrastanti.

La disponibilità di spazio ed il timore di rendere "pesante" il tema, non permettono di esporre una casistica più vasta; in altri casi si è intervenuti, con un intervento misto, con resine ed elettrodi, in altri con sistemi più tradizionali, ma molto più invasivi di pali, micropali o sottofondazioni; come sempre i nostri interventi non vogliono essere un "trattato" sull'argomento esposto, ma, semplicemente una "provocazione" ed un modo per fornire un "servizio" ai nostri visitatori che possono rivolgere domande "personalizzate" all'autore dell'articolo proponendo, eventualmente, il loro caso personale che proveremo volentieri a risolvere.

A risentirci al prossimo approfondimento.

Senigallia, 7 giugno 2002

Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli
Senigallia


 
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