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rubrica - maggio 2002
Questa è la rubrica presentata nel mese di Maggio.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o, per una maggiore immediatezza telefonando al numero 339 6116230.

Con l'approfondimento di questo mese, portiamo avanti un tema inerente al nostro patrimonio edilizio rurale, che negli ultimi due anni sta correndo un pericolo "importante".

CEDIMENTI STRUTTURALI PER SICCITA':

E' EMERGENZA ?

(seconda parte)

 

I problemi che si sono presentati in questo periodo a molti proprietari di vecchie case in campagna (a volte anche di case di recente costruzione od oggetto di recente ristrutturazione) non sono di agevole soluzione; della casistica e dei fenomeni rilevati si è parlato nell'articolo pubblicato nello scorso approfondimento.
Anche se la pioggia degli ultimi giorni ha un po' allentato i problemi connessi con una siccità esasperata ed esasperante, continuano a manifestarsi lesioni in tutti i tipi di edifici dovuti al progressivo essiccamento dei terreni, specialmente quelli ad alto tenore di argilla.
I numerosi inconvenienti che si sono verificati nelle nostre campagne si sono presentati anche, seppure inferiori di numero e di consistenza, anche nelle zone urbane, dove gli effetti della siccità hanno a volte evidenziato alcune fessurazioni capillari comparse dopo il terremoto del settembre 1997, ed in genere sottovalutate, perché di scarsissima entità.

Nell'approfondimento di questo mese cerchiamo di esaminare le possibilità di intervento; la problematica è, come sempre, complessa ed, a volte, il proprietario della casa (che si trova, nei casi più gravi, a dover prendere decisioni in breve tempo, con lo stress di vedere ogni giorno aumentare di spessore le crepe esistenti o constatare con disappunto la comparsa di nuove crepe in parti della casa che ne erano state esenti da decenni) risulta disorientato.

A volte gli assestamenti provocano rotture di mattoni all'interno della muratura portante con rumori che, specialmente se avvertiti durante le ore notturne, rischiano di sembrare particolarmente sinistri ed allarmanti.
Ed allora, preso da mille pensieri ed ansie, il proprietario della casa lesionata non sempre ha le idee chiare su come comportarsi: si rende conto che gli sono indispensabili il parere dell'ingegnere e dell'impresa esperti nel recupero di strutture murarie, la consulenza di un geologo che abbia conoscenze, capacità ed attrezzature per dare risposte sicure su quanto sta avvenendo al di sotto delle fondazioni, il parere di qualcuno che sappia valutare la realtà circostante la casa, tecnici che abbiano la conoscenza dei possibili metodi d'intervento, tradizionali ed innovativi, ed infine di tecnici specialisti di ogni settore che sappiano preventivare esattamente il costo degli interventi che per loro natura hanno peraltro grossi margini d'incertezza.
Si devono esaminare, dettagliatamente ed in breve tempo, una volta acquisiti i dati necessari, una serie d'interventi possibili (sottofondazioni alla necessaria profondità, sottofondazioni profonde tramite pali o micropali, iniezioni all'interno del terreno sotto le fondazioni, etc.); ognuno di questi interventi va progettato con la massima cura e precisione, e realizzato con altrettanta perizia in modo da garantire non solo l'eliminazione delle lesioni, ma anche la causa che le ha prodotte.
Al termine dei lavori bisogna mirare, infatti, a riconsegnare al proprietario una struttura affidabile e sicura.
Come anticipato più sopra (oltre ad interventi indiretti nell'intorno della casa, che spesso risultano più facili, più economici, e meno invasivi per l'edificio) gli interventi diretti possono essere riassunti in quattro categorie d'intervento: sottofondazioni, pali, micropali ed iniezioni di consolidamento del terreno.
Non possiamo dilungarci su dettagli tecnici altrimenti si rischierebbe di scrivere un trattato di geotecnica; la cosa evidentemente esula dallo scopo di questi articoli che sono rivolti anche ai non addetti ai lavori, a solo titolo informativo generale.
Cerchiamo pertanto di chiarire, a grandi linee, lo scopo dei vari interventi possibili.
Con le sottofondazioni si cerca di appoggiare il peso della casa, che ha murature che hanno subito cedimenti, su un terreno più profondo rispetto a quello del piano di posa esistente, arrivando sul terreno che dà più affidamento, allargando il più possibile la base d'appoggio, in modo da non superare la pressione ammissibile del nuovo terreno di posa e di scongiurare il verificarsi d'ulteriori cedimenti; si tratta di un lavoro che si esegue normalmente in muratura di mattoni e/o in calcestruzzo, armato o no, ma, in ogni caso, è un intervento piuttosto delicato tecnicamente, che richiede sempre tempi lunghi, in quanto va eseguito per tratti con scavi da eseguire a mano e disagi all'interno della casa.
Con i pali e/o micropali, usati nella nostra zona già da diversi decenni, si cerca, invece, di fare appoggiare il peso della casa su strati di terreno profondi, che non risentano delle continue mutazioni degli strati superficiali; ritengo che l'impiego dei pali sia piuttosto noto e quindi mi limito solo ad elencare le varie tipologie: esistono pali resistenti per punta, per attrito, per attrito e per punta, pali con o senza "camicia", pali battuti o trivellati, micropali con tubazione metallica all'esterno o no, micropali con bulbo finale atti a funzionare sia a compressione, ma anche a trazione.
Con sottofondazioni e pali si cerca di ovviare ai problemi strutturali con una nuova struttura aggiuntiva ed alternativa.
Negli ultimi venti anni, dopo una certa diffidenza iniziale, si sono diffusi altri metodi il cui scopo non è quello di creare una nuova struttura, ma quello di intervenire con un consolidamento del terreno al di sotto delle fondazioni delle murature oggetto di cedimenti; vanno pertanto diffondendosi, in quest'ottica, anche iniezioni nel terreno di malte cementizie a pressione e di resine che, reagendo ed aumentando di volume, tendono a dare al terreno quella portanza che non ha mai avuto, o a restituire ad esso una portanza che aveva, ma che, per diversi motivi, oggi non ha più.
Questi interventi nascono da un brevetto finlandese ritornato in Europa dopo un ventennio di utilizzo negli Stati Uniti d'America soprattutto per il sollevamento di pavimentazioni industriali che avevano subito cedimenti.
La tecnologia moderna ha permesso di mettere a punto un metodo che ha come obbiettivo quello di consolidare il terreno su cui è fondata la casa e, grazie alla possibilità di realizzare all'interno del terreno pressioni di circa 5 kg/cmq, (circa doppie di quelle che generalmente la fondazione della casa induce sul terreno), si riesce a sollevare quella parte di struttura muraria che era stata oggetto del cedimento.
Questo intervento non esclude i più tradizionali pali e micropali; alla base di tutto ci deve essere una conoscenza approfondita della situazione geologica al di sotto della casa, valutata con prove penetrometriche, carotaggi e quant'altro si ritenga necessario.
Oltre alla conoscenza della situazione al di sotto delle fondazioni della casa possono dare informazioni preziose rilievi di planarità di pavimenti e cornicioni, misurazioni di "fuori piombo" (specie se ripetute a distanza di diverso tempo), monitoraggio con fessurimetri etc..
Con questi ultimi (ne esistono di diversi tipi) se opportunamente collocati e controllati in base ad un programma di monitoraggio "mirato" si riesce ad interpretare i movimenti dell'edificio ed a progettare l'intervento di consolidamento in quella parte che è effettivamente responsabile delle lesioni.
Spesso le lesioni appaiono in una zona della casa per il cedimento di un'altra zona, se non, a volte, in una casa attigua.
Spetta alla sensibilità ed esperienza dei diversi tecnici del settore (geologi, ingegneri, geometri ed architetti) formulare una precisa diagnosi, supportati anche da nuovi strumenti informatici sempre più disponibili sul mercato, per arrivare poi ad una corretta prognosi accompagnata da un accurato progetto di recupero strutturale.
Di fondamentale importanza si rivelerà, in fase esecutiva, la collaborazione del progettista con le imprese specializzate di ogni settore, per una sua corretta esecuzione degli interventi, con una direzione lavori presente ed attenta, in grado di garantire che vengano rispettate le previsioni progettuali, ma anche pronta ad apportare quelle modifiche che si dovessero presentare necessarie in corso d'opera.

Se i nostri "visitatori" lo riterranno utile nel prossimo articolo riporterò i casi più significativi riscontrati nei numerosissimi sopralluoghi effettuati nelle Marche, Abruzzo e Molise per conto di una ditta che opera nel campo del consolidamento dei terreni con il metodo delle iniezioni di resine espandenti.

A risentirci al prossimo approfondimento.

Senigallia, 9 maggio 2002.

 

Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli
Senigallia


 
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