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I problemi che si sono presentati in questo
periodo a molti proprietari di vecchie case in campagna (a
volte anche di case di recente costruzione od oggetto di recente
ristrutturazione) non sono di agevole soluzione; della casistica
e dei fenomeni rilevati si è parlato nell'articolo pubblicato
nello scorso approfondimento.
Anche se la pioggia degli ultimi giorni ha un po' allentato
i problemi connessi con una siccità esasperata ed esasperante,
continuano a manifestarsi lesioni in tutti i tipi di edifici
dovuti al progressivo essiccamento dei terreni, specialmente
quelli ad alto tenore di argilla.
I numerosi inconvenienti che si sono verificati nelle nostre
campagne si sono presentati anche, seppure inferiori di numero
e di consistenza, anche nelle zone urbane, dove gli effetti
della siccità hanno a volte evidenziato alcune fessurazioni
capillari comparse dopo il terremoto del settembre 1997,
ed in genere sottovalutate, perché di scarsissima entità.
Nell'approfondimento di questo mese cerchiamo di esaminare
le possibilità di intervento; la problematica è, come sempre,
complessa ed, a volte, il proprietario della casa (che si
trova, nei casi più gravi, a dover prendere decisioni in breve
tempo, con lo stress di vedere ogni giorno aumentare di spessore
le crepe esistenti o constatare con disappunto la comparsa
di nuove crepe in parti della casa che ne erano state esenti
da decenni) risulta disorientato.
A volte gli assestamenti provocano rotture di mattoni
all'interno della muratura portante con rumori che, specialmente
se avvertiti durante le ore notturne, rischiano di sembrare
particolarmente sinistri ed allarmanti.
Ed allora, preso da mille pensieri ed ansie, il proprietario
della casa lesionata non sempre ha le idee chiare su come
comportarsi: si rende conto che gli sono indispensabili il
parere dell'ingegnere e dell'impresa esperti nel recupero
di strutture murarie, la consulenza di un geologo che abbia
conoscenze, capacità ed attrezzature per dare risposte sicure
su quanto sta avvenendo al di sotto delle fondazioni, il parere
di qualcuno che sappia valutare la realtà circostante la casa,
tecnici che abbiano la conoscenza dei possibili metodi d'intervento,
tradizionali ed innovativi, ed infine di tecnici specialisti
di ogni settore che sappiano preventivare esattamente il costo
degli interventi che per loro natura hanno peraltro grossi
margini d'incertezza.
Si devono esaminare, dettagliatamente ed in breve tempo, una
volta acquisiti i dati necessari, una serie d'interventi
possibili (sottofondazioni alla necessaria profondità,
sottofondazioni profonde tramite pali o micropali, iniezioni
all'interno del terreno sotto le fondazioni, etc.); ognuno
di questi interventi va progettato con la massima cura e precisione,
e realizzato con altrettanta perizia in modo da garantire
non solo l'eliminazione delle lesioni, ma anche la causa che
le ha prodotte.
Al termine dei lavori bisogna mirare, infatti, a riconsegnare
al proprietario una struttura affidabile e sicura.
Come anticipato più sopra (oltre ad interventi indiretti nell'intorno
della casa, che spesso risultano più facili, più economici,
e meno invasivi per l'edificio) gli interventi diretti possono
essere riassunti in quattro categorie d'intervento: sottofondazioni,
pali, micropali ed iniezioni di consolidamento del terreno.
Non possiamo dilungarci su dettagli tecnici altrimenti si
rischierebbe di scrivere un trattato di geotecnica; la cosa
evidentemente esula dallo scopo di questi articoli che sono
rivolti anche ai non addetti ai lavori, a solo titolo informativo
generale.
Cerchiamo pertanto di chiarire, a grandi linee, lo scopo dei
vari interventi possibili.
Con le sottofondazioni si cerca di appoggiare il peso
della casa, che ha murature che hanno subito cedimenti, su
un terreno più profondo rispetto a quello del piano di posa
esistente, arrivando sul terreno che dà più affidamento, allargando
il più possibile la base d'appoggio, in modo da non superare
la pressione ammissibile del nuovo terreno di posa e di scongiurare
il verificarsi d'ulteriori cedimenti; si tratta di un lavoro
che si esegue normalmente in muratura di mattoni e/o in calcestruzzo,
armato o no, ma, in ogni caso, è un intervento piuttosto delicato
tecnicamente, che richiede sempre tempi lunghi, in quanto
va eseguito per tratti con scavi da eseguire a mano e disagi
all'interno della casa.
Con i pali e/o micropali, usati nella nostra zona già
da diversi decenni, si cerca, invece, di fare appoggiare il
peso della casa su strati di terreno profondi, che non risentano
delle continue mutazioni degli strati superficiali; ritengo
che l'impiego dei pali sia piuttosto noto e quindi mi limito
solo ad elencare le varie tipologie: esistono pali resistenti
per punta, per attrito, per attrito e per punta, pali con
o senza "camicia", pali battuti o trivellati, micropali con
tubazione metallica all'esterno o no, micropali con bulbo
finale atti a funzionare sia a compressione, ma anche a trazione.
Con sottofondazioni e pali si cerca di ovviare ai problemi
strutturali con una nuova struttura aggiuntiva ed alternativa.
Negli ultimi venti anni, dopo una certa diffidenza iniziale,
si sono diffusi altri metodi il cui scopo non è quello di
creare una nuova struttura, ma quello di intervenire con un
consolidamento del terreno al di sotto delle fondazioni delle
murature oggetto di cedimenti; vanno pertanto diffondendosi,
in quest'ottica, anche iniezioni nel terreno di malte cementizie
a pressione e di resine che, reagendo ed aumentando di volume,
tendono a dare al terreno quella portanza che non ha mai avuto,
o a restituire ad esso una portanza che aveva, ma che, per
diversi motivi, oggi non ha più.
Questi interventi nascono da un brevetto finlandese ritornato
in Europa dopo un ventennio di utilizzo negli Stati Uniti
d'America soprattutto per il sollevamento di pavimentazioni
industriali che avevano subito cedimenti.
La tecnologia moderna ha permesso di mettere a punto un metodo
che ha come obbiettivo quello di consolidare il terreno su
cui è fondata la casa e, grazie alla possibilità di realizzare
all'interno del terreno pressioni di circa 5 kg/cmq, (circa
doppie di quelle che generalmente la fondazione della casa
induce sul terreno), si riesce a sollevare quella parte
di struttura muraria che era stata oggetto del cedimento.
Questo intervento non esclude i più tradizionali pali e micropali;
alla base di tutto ci deve essere una conoscenza approfondita
della situazione geologica al di sotto della casa, valutata
con prove penetrometriche, carotaggi e quant'altro si ritenga
necessario.
Oltre alla conoscenza della situazione al di sotto delle fondazioni
della casa possono dare informazioni preziose rilievi di planarità
di pavimenti e cornicioni, misurazioni di "fuori piombo" (specie
se ripetute a distanza di diverso tempo), monitoraggio
con fessurimetri etc..
Con questi ultimi (ne esistono di diversi tipi) se opportunamente
collocati e controllati in base ad un programma di monitoraggio
"mirato" si riesce ad interpretare i movimenti dell'edificio
ed a progettare l'intervento di consolidamento in quella parte
che è effettivamente responsabile delle lesioni.
Spesso le lesioni appaiono in una zona della casa per il cedimento
di un'altra zona, se non, a volte, in una casa attigua.
Spetta alla sensibilità ed esperienza dei diversi tecnici
del settore (geologi, ingegneri, geometri ed architetti) formulare
una precisa diagnosi, supportati anche da nuovi strumenti
informatici sempre più disponibili sul mercato, per arrivare
poi ad una corretta prognosi accompagnata da un accurato progetto
di recupero strutturale.
Di fondamentale importanza si rivelerà, in fase esecutiva,
la collaborazione del progettista con le imprese specializzate
di ogni settore, per una sua corretta esecuzione degli interventi,
con una direzione lavori presente ed attenta, in grado di
garantire che vengano rispettate le previsioni progettuali,
ma anche pronta ad apportare quelle modifiche che si dovessero
presentare necessarie in corso d'opera.
Se i nostri "visitatori" lo riterranno utile nel prossimo
articolo riporterò i casi più significativi riscontrati nei
numerosissimi sopralluoghi effettuati nelle Marche, Abruzzo
e Molise per conto di una ditta che opera nel campo del consolidamento
dei terreni con il metodo delle iniezioni di resine espandenti.
A risentirci al prossimo approfondimento.
Senigallia, 9 maggio 2002.
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