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rubrica - luglio 2003
Questa è la rubrica presentata nel mese di luglio.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" che presto sarà allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o telefonando al numero 3396116230.

Con l'approfondimento di questo mese (luglio 2003) s'intende continuare ad offrire ai visitatori di Ediancona un panorama d'informazioni su casi reali che l'autore ha dovuto affrontare rispondendo alle richieste di cui sopra; le città e le considerazioni effettuate sono del tutto "reali", mentre il nome del proprietario è, per ovvi motivi, celato da un nome ed un cognome di comodo.
Il recupero di un seminterrato:

opere di deumidificazione e di consolidamento

(parte seconda)


Dunque, come anticipato nell'articolo dello scorso mese di giugno, il "signor Rossi" ha comprato una casa unifamiliare nel centro storico di Ravenna.
Nell'articolo del mese scorso avevamo descritto le opere che hanno portato ad avere le murature risanate e poggianti su un solettone di fondazione con funzione statica e di protezione per l'acqua di risalita capillare.

Riprendiamo pertanto la descrizione dei lavori al punto in cui l'avevamo lasciata; abbiamo dunque un solettone passante sotto le vecchie fondazioni, con il piano di estradosso posto a quota - 100 e con il soffitto della cantina a quota + 185; dei 285 cm disponibili, abbiamo già detto, ne abbiamo riservati 15 sotto il soffitto fra cantina e piano rialzato, per far passare i molti impianti del piano superiore che non hanno trovato posto nel massetto, e gli altri 30 cm per realizzare un pavimento sollevato, aerato ed isolato, in modo da avere, alla fine, un'altezza di 240 cm utili garantiti.
L'altezza indicata, oltre ad essere un obbiettivo "possibile", è anche il minimo che la legge italiana stabilisce per alcune parti accessorie dell'abitazione e, quindi, ha pure un significato "legale" oltre che tecnico.
Vediamo ora come sono stati utilizzati i 30 cm a disposizione sotto il nuovo pavimento dell'interrato.
Abbiamo voluto che il nuovo pavimento fosse appoggiato su un massetto aerato inferiormente; questo è stato realizzato con la posa in opera, sopra il solettone, di "igloo" in plastica aventi le seguenti misure: in pianta cm 50 x 50, in altezza cm 13; questi sono degli elementi in plastica, come tanti "piccoli sgabelli" che, affiancati, consentono di realizzare un unico impalcato "a perdere" con la possibilità di essere sottopassati da aria ed eventuali impianti.
Rimando il lettore al sito www.claudioforesi.it per meglio approfondire gli altri aspetti di questi elementi.
Per isolare termicamente la casa è stato deciso di intervenire con un "cappotto" nelle pareti nord ed est, mentre quelle sud ed ovest sono state protette con "pareti ventilate"; un sistema che permette una migliore protezione dall'irraggiamento solare durante la stagione estiva, mediante il naturale movimento di correnti d'aria che, scorrendo in appositi spazi, riducono moltissimo il passaggio di calore per convezione e conduzione fra parete esterna ed interna.
Sopra il solettone di fondazione, esternamente alla casa, è stato realizzato un "canale" d'aria, largo 50 cm, con il piano di fondo a quota variabile da - 90 a - 100, coperto dalla soletta del marciapiede perimetrale che corre intorno all'edificio a quote variabili dai cm + 55 ai cm +105; abbiamo avuto pertanto la possibilità di praticare sei fori da 120 mm che partono nel lato nord del canale d'aria con lo scopo di fare entrare aria fresca sotto gli "igloo".
Sul lato sud è stata predisposta l'uscita di questi canali d'aria attraverso sei tubi verticali posti all'interno del muro sud del seminterrato, che convogliano l'aria fresca, (che entra dal lato nord attraverso gli spazi presenti sotto gli igloo), all'interno della parete ventilata della facciata più calda della casa; con questo accorgimento, sia in estate, sia in inverno, abbiamo la possibilità di realizzare una continua ventilazione sotto il pavimento, ventilazione favorita dalle naturali differenze di temperatura e di pressione che si vengono a creare in prossimità dell'entrata e dell'uscita degli stessi canali di ventilazione.
In particolare, durante l'estate, il sole irradia calore sulla parete sud della casa riscaldando l'aria sottostante che assume di conseguenza un peso inferiore ed è spinta ad uscire attraverso apposite grate, collocate in prossimità del cornicione, dall'aria più fredda e, quindi, più pesante, che entra dai fori predisposti lungo il canale sotto il marciapiede della parete nord.
Durante l'inverno, invece, la differenza di temperatura sarà favorita dal riscaldamento artificiale della tavernetta, che riscalderà l'aria dentro i sei tubi verticali, appositamente posti a ridosso dell'intonaco interno dei locali del seminterrato e protetti verso l'esterno da apposito materiale isolante.
Non sono stati posti fori d'aerazioni sulle pareti est ed ovest in quanto la presenza del muro mediano, in direzione nord-sud, avrebbe vanificato il flusso d'aria con direzione est-ovest.
La realizzazione della parete ventilata sulla facciata sud viene quindi ad integrarsi con la ventilazione sotto il pavimento della cantina ed ha assunto un duplice e vicendevole vantaggio:
- nella parete ventilata del lato sud confluisce l'aria proveniente da nord, sempre in ombra, e quindi con temperatura a diversi gradi in meno di quella che sarebbe stato possibile convogliare dalla base della parte sud;
- la camera d'aria della parete sud, riscaldandosi, porta ad ottimizzare "l'effetto camino" della camera d'aria sotto gli igloo, (data la notevole differenza di quota fra ingresso ed uscita dell'aria), riducendo al minimo il fenomeno della formazione di condense alla base dei muri del seminterrato.
Sopra gli igloo è stata realizzata una caldana di 4 cm di calcestruzzo, armato con una rete metallica, per una miglior ripartizione dei carichi verticali; in questo modo si sono occupati (13 + 4) = 17 dei 30 centimetri a disposizione.
Sopra la caldana sono stati disposti dei pannelli di polistirene espanso dello spessore di cm 6 opportunamente fissati e sagomati per far passare i tubi del riscaldamento a pavimento; è stato realizzato successivamente un massetto di sottofondo dello spessore di cm 5 lasciando pertanto gli ultimi due centimetri a disposizione per il pavimento e relativo mastice di allettamento. Si è posato un pavimento in "cotto", realizzato cioè con un materiale avente un elevato coefficiente di conducibilità termica, per non perdere i vantaggi derivanti dalla possibilità di irradiare calore a bassa temperatura dal massetto sottostante.
In questo modo si avrà sempre un pavimento asciutto, facilmente riscaldabile in inverno, non nocivo alla salute, senza apprezzabili dispersioni di calore verso il basso e senza il pericolo di formazione di condense primaverili; i tubi delle serpentine sono stati disposti in maniera tale da avere nel perimetro esterno le temperature maggiori dell'acqua ed il passo minore fra i tubi, per sopperire alle maggiori dispersioni termiche create necessariamente dai muri perimetrali a contatto con aria e terreno a bassa temperatura.
Gli impianti della luce e la rete idrica sono stati posti sottotraccia fra soffitto e contro soffitto, limitando le tracce sui muri portanti ad alcune "calate" verticali in prossimità di punti luce, prese ed elementi sanitari.
Le tubazioni di scarico di bagno e lavanderia sono state collocate negli spazi sottostanti gli igloo e fatti uscire verso pozzetti sgrassatori e fosse Imhoff poste nel vicino cortile; nel muretto verticale esterno sono state disposte flangie, waterstop e guaine bituminose per difendersi da possibili ingressi di acqua meteorica presente sicuramente nel terreno circostante.
Ovviamente, andando a scaricare in pozzetti più bassi rispetto alla rete fognaria pubblica, si è dovuto necessariamente provvedere all'istallazione di un pozzetto di raccolta delle acque provenienti da pozzetto sgrassatore e fossa Imhoff; in esso è stata collocata una pompa di sollevamento con funzionamento a galleggiante, munita di congegno automatico di non ritorno che provvede a scaricare l'acqua di bagni, cucine e drenaggi nella rete fognaria comunale.
L'ambiente che si è ottenuto, nonostante le perplessità iniziali, è assolutamente "sano" e, trattandosi di una zona con traffico automobilistico limitato, non risente molto del fatto di trovarsi con il pavimento ad una quota di - 180 dal piano stradale.

A risentirci nel prossimo articolo.

Arch. Ing. Arnaldo Giuseppe Fornaroli
Senigallia


 

Questa è la rubrica presentata nel mese di Luglio 2003.
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