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rubrica - luglio 2002
Questa è la rubrica presentata nel mese di Luglio.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o, per una maggiore immediatezza telefonando al numero 339 6116230.

Con l'approfondimento di questo mese, portiamo avanti un tema inerente il recupero dei sottotetti che spesso rappresentano un patrimonio edilizio, non sempre adeguatamente utilizzato.

ILLUMINIAMO LA MANSARDA

 

Da quando l'architetto Jules Harduin Mansart, alla fine del diciassettesimo secolo, realizzò i palazzi intorno a Place Vendome a Parigi con quel particolare tipo di copertura che, successivamente, diede il nome dell'ideatore ai locali sottostanti, sono passati ormai trecento anni.
Tale copertura a due falde, con doppia pendenza per ciascuna falda, era nata per seguire l'andamento dell'estradosso delle particolari capriate in legno, ideate dallo stesso architetto per poter realizzare ampi saloni ai piani principali, che avevano delle lesene in muratura rientranti all'interno in corrispondenza delle travi sovrastanti; ben presto la nuova tipologia si dimostrò utile anche per l'utilizzo abitativo anche del sottotetto.
Il fascino della vita in "mansarda" si è poi alimentato, nella seconda metà dell'ottocento, grazie alla pubblicazione del romanzo (nel 1848) di Henri Murger: "Scene della vita di boheme", che trattava della vita scapigliata ed anticonformista degli artisti dell'epoca, che avevano preso a modello la vita zingaresca di comunità gitane provenienti dalla Boemia.
La risonanza del romanzo fu tale da superare in breve i confini nazionali, tanto che, ad esempio, in Italia, Giacomo Puccini ne trasse ispirazione per la sua celebre Boheme, opera fra le più rappresentate, anche ai nostri giorni.
In breve il termine "bohemien" identificò un modo di vita, romantico e trasgressivo, che ha stimolato la fantasia e la vita di numerose generazioni; si è passati poi, dalla letteratura e dalla musica, ad elaborare, attraverso l'architettura, nuovi modelli abitativi per i sottotetti delle nostre case.
La creazione di uno spazio così suggestivo implica, però, il coinvolgimento di numerosi aspetti; bisognerà pensare, infatti, a come realizzare la struttura del tetto, a come risolvere il problema dell'isolamento estivo ed invernale, a come arredare un ambiente così particolare e come illuminarlo.
Nell'articolo di oggi c'interessiamo solamente di quest'ultimo aspetto, per rimanere all'interno dello spazio disponibile nel nostro portale.
Ritornando per un attimo indietro nel tempo, ricordiamo che, per più di due secoli, i modelli per risolvere il problema dell'illuminazione e della aerazione delle mansarde sono stati gli abbaini francesi di Mansart, completati spesso da terrazzini, sopra la linea di gronda, che occupavano lo spazio fra una capriata e l'altra; spesso tali abbaini avevano un fronte con un piccolo timpano in pietra, mentre erano prevalentemente in legno gli abbaini costruiti sulle coperture delle case del Regno Unito, dell'Irlanda, della Prussia, della Renania-Westfalia e della Scandinavia; gli stessi erano poi spesso protetti da suggestivi manti di copertura in paglia o da prestigiosi manti impermeabili in rame; chi non ha avuto la fortuna di soggiornare in "Gasthof" dell'area tedesca, "Kro" della scandinavia o visitare vecchie "Inn" inglesi o cottage irlandesi avrà comunque presenti le immagini dei numerosi film ambientati in questi locali caratteristici di qeste nazioni nord-europee.
Le strutture degli abbaini in legno sono state poi "esportate" dai colonizzatori nord europei emigrati nel Nuovo Mondo ed hanno caratterizzato l'architettura delle residenze unifamiliari negli Stati Uniti e nel Canada per molte generazioni; anche in questo caso cinema e televisione ci ha mostrato abbondantemente le case in legno con i porticati tipici del sud degli States e le casette a due falde, con pareti pitturate in rosso "Falun" e spigoli bianchi, (di provenienza svedese) tipici del nord degli States e del Canada.
Durante la seconda guerra mondiale, però, questo tipo di coperture comincia ad essere abbandonato; nel 1942 nasce infatti in Danimarca un nuovo tipo di finestra per mansarda: non più una finestra verticale ed un piccolo tetto a due falde, emergente dalla copertura principale, ma una finestra inclinata che segue la pendenza della falda principale; si riesce così nell'intento di convogliare all'interno una quantità di luce nettamente superiore rispetto agli abbaini, con la tradizionale piccola finestra verticale; la cosa, ovviamente, è stata tanto più importante a quelle latitudini, dato che le giornate per molta parte dell'anno sono tanto corte da far crescere notevolmente il desiderio della luce naturale.
Alla fine della guerra (1945) l'ingegnere danese Villum Kann Rasmussen (fondatore della ditta Velux, ancora oggi detentrice di una notevole percentuale del mercato mondiale) riesce a progettare un tipo particolare di cerniera che consente di risolvere facilmente i problemi d'apertura, di tenuta all'acqua e di pulizia dei vetri delle nuove finestre, inizialmente fisse; il tipo di finestra si sviluppò in Danimarca, in Svezia, in Finlandia ed in Norvegia, dove, a causa delle notevoli pendenze delle coperture, si avevano a disposizione dei sottotetti con grosse potenzialità abitative.
L'occasione per il rapido espandersi anche nel resto dell'Europa fu data dalla ricostruzione di intere città in Germania, le cui case avevano subito, durante la guerra, ingenti danni per i numerosi e pesanti bombardamenti e necessitavano pertanto di essere ricostruite con l'obbiettivo di utilizzare al massimo tutti gli spazi abitabili disponibili; grande attenzione fu rivolta pertanto al recupero, ai fini abitativi, dei grandi magazzini presenti nei sottotetti delle case delle città dell'Hansa.
Il grande mercato tedesco degli anni cinquanta fu l'occasione trainante per la diffusione di questo nuovo sistema in tutto il resto d'Europa settentrionale e così, a partire dagli anni sessanta, la diffusione del nuovo tipo di finestra, che segue la pendenza delle falde, ha, di fatto, monopolizzato il modo di dare luce ed aria alle mansarde di tutto il mondo.
Negli ultimi decenni queste finestre, prodotte ormai da numerose ditte, si sono dotate di tantissimi accessori in grado di fornire livelli di comfort abitativi impensabili all'inizio della loro vita.
Sono ormai di uso comune i doppi e tripli vetri con accorgimenti particolari per migliorare il grado di isolamento termico invernale (oggi il calore disperso attraverso una finestra a falda può essere ridotto dell'ottanta per cento rispetto ai primi tipi rudimentali degli anni cinquanta) e per ridurre l'apporto di calore all'interno dei sottotetti a causa dell'irraggiamento solare durante i mesi più caldi.
I telai in legno di queste finestre sono sempre più stabili ed affidabili grazie a trattamenti particolari in superficie che eliminano, internamente, il pericolo di formazione di condense e muffe; esternamente, i telai in legno sono protetti da rivestimenti normalmente in alluminio e rame e, a richiesta, in zinco al titanio, in presenza di ambienti particolarmente aggressivi.
Le finestre possono essere dotate di persiane avvolgibili che migliorano la protezione dal caldo estivo, riducono il consumo d'energia in inverno, proteggono dalla luce, riducono il rumore in caso di pioggia o grandine ed assicurano maggiore privacy all'interno degli ambienti sottostanti. Numerosi sono poi i tipi di tende che possono essere applicati sia all'interno che all'esterno per risolvere problemi di protezione dall'irraggiamento solare e da eccessivi surriscaldamento del vetro, ombreggiamento interno, oscuramento completo per il riposo notturno, zanzariere etc.
A partire dagli anni ottanta le finestre a falda sono state dotate poi di comandi elettrici di apertura e chiusura, azionabili da appositi dispositivi fissi a parete oppure con telecomandi del tutto simili a quelli ormai molto familiari per gli apparecchi televisivi.
Tutto questo ha portato naturalmente ad una gran diffusione di queste finestre, e, come spesso accade, anche ad una gran faciloneria nella loro istallazione, che spesso ha creato problemi poi nel loro utilizzo; gli errori più spesso riscontrati sono:
- errata disposizione della finestra rispetto alle caratteristiche della stanza;
- errato dimensionamento della finestra rispetto alle dimensioni della stanza;
- mancanza di adeguati smussi perimetrali alla finestra;
- mancanza di un corretto isolamento termico all'intorno della finestra;
- errato posizionamento dei radiatori rispetto alle caratteristiche della stanza.
Da questi errori derivano di conseguenza un'errata distribuzione della luce ed una carente ventilazione, una scarsa illuminazione, uno scarso "rendimento", formazione di condense su telai di legno e spallette perimetrali, formazione d'abbondanti condense sui vetri, sino ad arrivare ad un vero e proprio fastidiosissimo … "gocciolamento".
Come sempre è necessario, sia nel caso di costruzione "ex novo" o d'interventi di ristrutturazione, saper coordinare tutte le operazioni ed evitare i rischi di un approssimativo "fai da te" e gli inconvenienti che si possono incontrare per la presenza di numerosi interlocutori (rivenditori, costruttori, arredatori, impiantisti etc.) che agiscono settorialmente, senza la necessaria visione globale di tutta la problematica.

A risentirci al prossimo articolo.

Senigallia, 9 luglio 2002

Arch. Ing. Arnaldo Giuseppe Fornaroli
Senigallia


 
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