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rubrica - marzo 2003
Questa è la rubrica presentata nel mese di Marzo.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" che presto sarà allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o telefonando al numero 3396116230.

Con l'approfondimento di questo mese s'intende continuare ad offrire ai visitatori di Ediancona un panorama d'informazioni su alcuni materiali per intervenire su problemi riscontrabili più frequentemente nei propri fabbricati, siano essi in calcestruzzo o muratura di mattoni e pietra.
Risarcitura di lesioni


L'estate e l'autunno 2002 sono stati molto piovosi. Questo ha creato un inversione di tendenza rispetto agli anni immediatamente precedenti, caratterizzati da una persistente siccità. Si è pertanto attenuato il verificarsi di cedimenti dovuti all'eccessivo essiccamento dei terreni (soprattutto quelli argillosi) che aveva provocato numerosi e diffusi cedimenti delle fondazioni superficiali con il conseguente manifestarsi di lesioni nelle strutture murarie sovrastanti.
Abbiamo detto in approfondimenti precedenti che uno dei metodi per riequilibrare queste situazioni è quello di eseguire iniezioni di resine consolidanti ed espandenti nei terreni che avevano presentato quelle contrazioni volumetriche, causa della comparsa di lesioni nelle strutture in elevazione.
Vogliamo parlare oggi di come procedere, una volta consolidato il terreno sotto le fondazioni, alla chiusura delle crepe e, più in generale, al consolidamento delle strutture lesionate.
Come sempre, non mi stanco di ripetere che è bene, comunque, prima di procedere ad un qualsiasi intervento, far esaminare ogni singolo problema da un "vero esperto", sia esso un tecnico privato od un rappresentante della ditta produttrice dei materiali che si decide di adoperare.
Anche queste note, in quest'ottica, sono esclusivamente informative ed orientative; per l'applicazione al singolo caso particolare è bene evitare pericolosi ed imprudenti "fai da te". I materiali di cui parleremo oggi sono quelli prodotti dalla Kerakoll (una delle principali ditte che operano nel settore del recupero edilizio a livello mondiale):

KERABUILD INIEZIONE e KERABUILD EPOINIEZIONE

presentati sia come caratteristiche tecniche sia come modalità di posa.
KERABUILD INIEZIONE (così come definita dai manuali tecnici della ditta produttrice) è una malta strutturale ad alta resistenza chimica, idonea per il rinforzo statico delle murature lesionate e per il riempimento consolidante di murature a sacco.
Con iniezioni di questa malta si riesce a realizzare anche il riempimento di sezioni micrometriche con una pressione d'iniezione diffusa e costante per tutta la durata dell'intervento di consolidamento.
Infatti, anche l'eventuale contatto con materiali porosi ed assorbenti non altera l'elevata fluidità e la grande scorrevolezza del materiale, consentendo allo stesso di raggiungere anche cavità situate ad elevate distanze dal punto d'iniezione, grazie al comportamento plastico prolungato dell'impasto che è garantito da iperfluidificanti ad effetto progressivo.
Nel caso in cui le zone da consolidare si presentino distribuite in maniera diffusa, prima d'intervenire con KERABUILD INIEZIONE, vanno stuccate e/o intonacate le pareti su tutta la superficie con un buon intonaco, meglio se naturale e traspirante (tipo SANABUILD), per garantire il contenimento della malta iperfluida, senza variare, nel contempo, la traspirabilità della muratura.
Si inseriranno, contemporaneamente, tubicini e/o iniettori ad una distanza congrua con il tipo di lesioni o cavità da riempire; di massima una maglia di cm 50 x cm 50 può andare bene; attraverso tali tubicini si eseguirà il successivo riempimento di malta d'iniezione KERABUILD.
Nel caso in cui si prevede di iniettare in crepe e fessure lineari (orizzontali, a 45° o verticali) è indispensabile eseguire preventivamente la stuccatura superficiale delle lesioni con una malta a basso modulo elastico (tipo KERAKOLL RAPIDO) inserendo i tubi di iniezione lungo l'asse della lesione.
Le iniezioni andranno sempre eseguite cominciando dalle più basse procedendo poi verso le più alte (come quota); con questo semplice accorgimento si favorirà l'uscita dell'aria ottimizzando nel contempo la continuità della saldatura strutturale.
Prima di iniettare la malta riempitiva e consolidante all'interno delle fessure o delle cavità è necessario saturare con acqua la struttura interna utilizzando le stesse vie d'accesso predisposte per la malta stessa; dopo essersi accertati che la struttura abbia assorbito tutta l'acqua iniettata, si può procedere all'iniezione della malta KERABULID INIEZIONE, procedendo, come detto, dal basso verso l'alto.
KERABUILD INIEZIONE si prepara impastando 25 kg di materiale in polvere con circa 7,3 litri d'acqua pulita, corrente ed il meno possibile soggetta all'influenza delle temperature esterne; l'impasto si ottiene versando l'acqua nel recipiente pulito ed aggiungendo il materiale in polvere in modo graduale.
La miscelazione può avvenire in betoniera, in secchio (mescolando a mano o con agitatore meccanico a basso numero di giri) o con impastatrice in continuo fino ad ottenere una malta omogenea e priva di grumi.
Nei consolidamenti KERABUILD INIEZIONE si applica comunque per iniezione con pompe meccaniche o con serbatoi a pressione e per caduta naturale. Quando la malta fuoriesce dall'iniettore superiore, s'interrompe l'iniezione, si chiude l'iniettore di servizio e si continua con l'operazione da quello superiore, così sino al raggiungimento della sommità della lesione.
Per le superfici orizzontali, invece, si procede per colatura o si realizza un iniettore d'ingresso sulla zona del distacco ed alcuni fori d'uscita in punti situati all'altra estremità rispetto a quella d'iniezione; ovviamente, anche in questo caso, il riempimento si avrà al momento in cui si vede la malta debordare dai fori d'uscita.
Il materiale è tale da garantire tempi di lavorabilità e di pompaggio superiori ad un'ora; non è soggetto a segregazione all'interno delle pompe e può essere pompato anche a lunghe distanze ed elevate altezze, consentendo di attrezzare il punto di lavoro al piano terra del cantiere, evitando in tal modo la movimentazione manuale dei sacchi e delle necessarie attrezzature.
Nelle iniezioni a pressione è indispensabile monitorare e controllare in automatico la pressione massima di pompaggio (ad esempio con un manometro collegato ad un'elettrovalvola) per impedire la formazione di sovrapressioni o colpi d'ariete all'interno della struttura interessata dall'intervento che possono portare all'espulsione dell'intonaco ed a danni sulla muratura stessa che si sta trattando.
La durabilità del consolidamento strutturale in KERABUILD INIEZIONE è garantita dagli alti livelli di resistenza alle aggressioni solfatiche e dalla collaudata stabilità dimensionale. L'impiego di microparticelle silicatiche ad azione pozzolanica, di iperfluidificanti a riduzione del rapporto acqua/cemento e l'impiego di agenti di cristallizzazione interstiziale ad effetto espansivo completano il quadro generale di KERABUILD INIEZIONE garantendone notevole compattezza e monoliticità del rinforzo.
Con iniezioni di questa malta si riesce a realizzare anche il riempimento di sezioni micrometriche con una pressione d'iniezione diffusa e costante per tutta la durata.

KERABUILD EPOINIEZIONE (così come definita dai manuali tecnici della ditta produttrice) è invece un sistema tecnologico strutturale bicomponente iperfluido idoneo per il collegamento ad alta resistenza di microlesioni in calcestruzzo e muratura.
Può essere anche usato per tiranti in tondino ad aderenza migliorata e di barre filettate, per perni di armatura di solette e volte con caldana collaborante. Trova applicazione anche per ripristinare la continuità monolitica per strutture in calcestruzzo lesionato, il collegamento di elementi strutturali in calcestruzzo ed acciaio, nonché per il riempimento di microcavità e microfessure in calcestruzzo e roccia. Nella realizzazione d'ancoraggi collaboranti prima dell'inserimento delle armature richieste, bisogna assicurarsi che il fondo sia consistente, privo di parti friabili o facilmente asportabili, pulito, scabro, possibilmente sabbiato o martellinato a sasso vivo.
Quando l'ancoraggio viene praticato in fori, insufflare aria in pressione nei medesimi ad iniziare dal fondo del foro in modo da creare un'opportuna corrente d'aria verso l'esterno che sia in grado di espellere tutta la polvere ed altri detriti preesistenti e/o causati dalla perforazione.
Bisogna poi curare di realizzare diametri di perforazione sempre superiori di almeno 4 mm rispetto al diametro dell'armatura da inserire ed applicare infine KERABUILD EPOINIEZIONE sempre su supporti asciutti.
KERABUILD EPOINIEZIONE si prepara miscelando, a mano o con agitatore meccanico a basso numero di giri, il componente "A" con il componente "B" (rapporto pre-dosato 2:1 nelle confezioni) sino ad ottenere una miscela fluida, di colore omogeneo.
La quantità miscelata, la temperatura dell'ambiente, dell'adesivo e del fondo di posa possono variare sensibilmente i tempi di lavorabilità: a temperature e masse elevate corrispondono tempi più brevi; viceversa a temperature basse e piccole quantità impastate corrispondono tempi più lunghi.
Le norme d'applicazione sono simili a quelle già descritte a proposito di KERABUILD INIEZIONE.
Prima di iniziare le operazioni d'inghisaggio od incollaggio è necessario asportare la polvere da fori e fessure con soffiatura di aria compressa. KERABUILD EPOINIEZIONE, fluido a bassa viscosità, si applica direttamente sul calcestruzzo e sul ferro, in unica soluzione, per colatura o per iniezione in fori, crepe e fessure, eseguendo preventivamente, se necessario, una sigillatura stagna.
L'immissione della resina deve avvenire tramite iniettori e tubicini in asse alla lesione, curando di iniziare sempre dal basso verso l'alto per favorire la fuoriuscita dell'aria e garantire la continuità della saldatura epossidica.

A risentirci al prossimo approfondimento o per risolvere casi personali.

arch. ing. Giuseppe Fornaroli
Senigallia
339 6116230


 

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