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rubrica - giugno 2001
Questa è la rubrica presentata nel mese di Giugno.
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La redazione di Ediancona intende offrire ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall'Arch. Ing. Giuseppe Fornaroli, e dall'Ing. Daniele Gianfrini, consistente in un approfondimento di un argomento inerente al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del "portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni, o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" che presto sarà allestito all'interno del portale o spedendo un e-mail all'indirizzo:info@ediancona.it, oppure contattando direttamente gli autori degli articoli, all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it, o telefonando al numero 3396116230.

Mettiamoci il cappotto
Un invito... fuori stagione, solo apparentemente.


Gli ultimi giorni di maggio ed i primi giorni di giugno sono stati particolarmente caldi, anche nella nostra regione; lungo la fascia costiera marchigiana, inoltre, il problema del caldo si unisce a quello di una persistente umidità relativa con valori molto alti, soprattutto a nord del Conero, spesso superiori al 90%.
Questo rende spesso il caldo insopportabile; le case dotate di impianto di condizionamento sono ancora molto poche e, quindi, mentre in inverno si rimedia scaldando gli ambienti qualche ora in più in estate siamo spesso incapaci a difenderci dall'afa in maniera appropriata.
Le case costruite dopo il 1976 dovrebbero essere costruite con l'isolamento termico che la legge "373" e successive modifiche ed integrazioni ha imposto ai cittadini che si sono costruiti una casa in questi ultimi 20 anni; ma il nostro patrimonio edilizio è costituito anche da case costruite prima di tale data e spesso ci si trova di fronte a murature esterne di tamponamento costituite da due paramenti in forati con camera d'aria interna di qualche centimetro di spessore.
Gli inconvenienti lamentati dalle persone che occupano appartamenti con tali tamponature esterne sono di due tipi: quelli legati al periodo invernale e quelli legati al periodo estivo.
In inverno si lamentano soprattutto muri freddi non appena si spegne l'impianto di riscaldamento, con necessità quindi di tenere acceso l'impianto di riscaldamento per molte ore al giorno, con un conseguente eccessivo consumo di gas metano; spesso poi, nonostante il "sacrificio finanziario", non si riesce ad ottenere un buon comfort interno, perché si creano zone con differenti temperature, angoli troppo caldi ed angoli o parete comunque fredde, dove si formano condense, dove la tinteggiatura cambia colore, e dove si osserva addirittura il formarsi di muffe antiestetiche ed antigieniche.
In estate, invece, soprattutto negli ambienti esposti a sud - ovest o collocati direttamente sotto coperture, si lamentano temperature serali troppo alte che rendono difficile il riposo notturno per l'eccessivo surriscaldamento delle pareti interne che si comportano come veri e propri radiatori, mantenendo l'effetto radiante sino alle prime ore del mattino e, quando si comincia a star meglio, è già purtroppo ora di alzarsi … .
Si è cercato di migliorare la qualità termica invernale di questo tipo di parete con l'inserimento nell'intercapedine di schiume poliuretaniche, di vermiculite, di perlite, di argilla espansa e di polistirolo granulare; a volte si sono ottenuti discreti risultati per le pareti in cui si è riusciti ad intervenire correttamente, ma il grosso inconveniente di questo tipo di intervento è sempre costituito dal non poter intervenire in corrispondenza dei pilastri in calcestruzzo armato che in questo tipo di case occupano, quasi sempre, tutto lo spessore della parete.
Poiché spesso questo tipo d'intervento è stato accompagnato dalla sostituzione dei vetri normali con vetri doppi ed infissi con migliore tenuta all'aria, si riscontra spesso un deterioramento della parete in corrispondenza del pilastro di facciata o di spigolo o dei travetti del solaio di copertura, che si comportano da "ponti termici"; si assiste così di nuovo alla formazione di condense e muffe localizzate in quelle zone attraverso le quali avviene migrazione di vapore interno verso l'esterno.
Inoltre, con questi accorgimenti, si migliora di poco l'isolamento estivo, perché la parete esterna ed i pilastri, sottoposti all'irraggiamento solare, continuano a surriscaldarsi ed a trasmettere (entro un lasso di tempo variabile a seconda del tipo di parete) calore indesiderato all'interno.
Una soluzione più radicale, sia per l'isolamento invernale che per quello estivo, potrebbe essere quella di dotare la casa di un "cappotto".
Con questa dizione, presa in prestito dal comunissimo capo di abbigliamento, si intende un isolamento esterno costituito da pannelli di polistirolo o polistirene, od altri materiali, finito esternamente con un sottile intonaco posato su una retina di supporto per evitare fenomeni di micro fessurazioni.
I materiali a disposizione sono oggi molteplici; sta al progettista proporre l'intervento più adatto per rispondere alle esigenze che ogni singolo caso richiede in considerazione degli standard di comfort che si vogliono raggiungere, del tipo di parete da isolare, dall'esposizione e dal tipo di finitura che si vuole realizzare.
Con l'isolamento a cappotto, se compatibile con lo stato della costruzione e se correttamente progettato e posto in opera, si possono eliminare tutti gli inconvenienti precedentemente enunciati, avendo comunque sempre cura di usare per la finitura esterna materiali permeabili al vapore per evitare la formazione di bolle con possibile distacco della pellicola del rivestimento esterno.
E' necessario che, procedendo dall'interno verso l'esterno, i materiali usati siano sempre più permeabili al vapore.
In inverno si avrà così una parete interna che rimane a lungo "calda", tanto più a lungo quanto maggiore è lo spessore e quanto migliore è la qualità del cappotto realizzato, anche dopo lo spegnimento dell'impianto di riscaldamento; inoltre la temperatura interna delle pareti interne sarà uniforme su tutta la superficie, di pochissimi decimi di grado inferiore alla temperatura dell'ambiente interno e di conseguenza il comfort ambientale sarà assicurato.
In estate la parete esterna sarà sempre riparata dai raggi del sole, per cui la temperatura dell'intonaco interno tenderà a rimanere costante per tutta la giornata, con una temperatura vicina alla media giornaliera; pertanto, nelle ore più calde della giornata, la temperatura della parete interna sarà inferiore a quella dell'aria esterna e contribuirà a rinfrescare l'aria dell'ambiente interno.
Ricorrere a questo tipo di isolamento, inoltre, può essere visto come un'alterativa all'installazione di un condizionatore, con i vantaggi di avere un consumo di energia nullo e nessuna emissione di scarichi nell'ambiente.
Comunque, le due cose (isolamento a cappotto e condizionatore) non sono da vedere necessariamente in contrapposizione, anzi, possono integrarsi alla perfezione in quanto, se la casa è ben isolata, l'impianto di condizionamento potrà essere usato per regolare perfettamente temperatura e grado igrometrico dell'aria interna, senza doversi occupare del raffreddamento delle pareti che sarebbe tecnicamente ed economicamente molto oneroso, nel caso in cui l'edificio fosse privo d'isolamento od isolato in maniera non corretta.
Una sorta di "variante" al cappotto può essere considerata la parete ventilata, che è adatta soprattutto a migliorare l'isolamento estivo, in modo particolare quello delle pareti investite dai raggi solari per molte ore al giorno; l'accorgimento, consistente nell'evitare il passaggio diretto del calore per conduzione, tenendo la parete esterna convenientemente staccata dalla parete strutturale, era già noto alle civiltà che hanno occupato, sin dall'antichità, la fascia equatoriale per i loro insediamenti; dalle nostre parti si è diffuso molto, negli ultimi anni, l'uso del tetto ventilato, ma le pareti ventilate sono ancora poco richieste, forse perché i vantaggi sono poco conosciuti dai committenti.
Ne parleremo in un prossimo approfondimento descrivendo gli ultimi interventi realizzati.
Credo che, nel terzo millennio, si debba pretendere dalla casa uno standard abitativo sempre migliore, senza nessun aggravio di consumi energetici e quindi nel più rigoroso rispetto ambientale.



Devo necessariamente limitarmi a quanto sopra esposto per una ragione di spazio e per non impegnare per troppo tempo il visitatore, ma, in attesa del prossimo approfondimento, sono particolarmente graditi gli interventi diretti dei visitatori, cui, a seconda del tipo di problema, potrà essere data risposta diretta o sulla nostra rubrica in un prossimo intervento di approfondimento.

arch. ing. Giuseppe Fornaroli
Senigallia
339 6116230


 
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