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La redazione di Ediancona intende offrire
ai suoi utenti un nuovo servizio, curato dall' Arch. Ing.
Giuseppe Fornaroli, e dall 'Ing. Daniele Gianfrini,
consistente in un approfondimento di un argomento inerente
al tema dell'edilizia, rivolto a tutti i visitatori del
"portale", siano essi titolari di imprese, tecnici, rivenditori
di materiali edili o, più in generale, a tutte quelle persone
che, in questo momento, si trovassero ad affrontare il "problema
casa", in tutti i suoi molteplici aspetti. Chiunque fosse
interessato, potrà richiedere chiarimenti ed ulteriori informazioni,
o potrà proporre altri temi, attraverso il "forum" che presto
sarà allestito all'interno del portale o spedendo un
e-mail all'indirizzo: info@ediancona.it,
oppure contattando direttamente gli autori degli articoli,
all'indirizzo giuseppefornaroli@marcheprogetti.it,
o telefonando al numero 3396116230.
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Mettiamoci il cappotto
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Un invito... fuori stagione,
solo apparentemente.
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Gli ultimi giorni di maggio ed i primi giorni di
giugno sono stati particolarmente caldi, anche nella
nostra regione; lungo la fascia costiera marchigiana, inoltre,
il problema del caldo si unisce a quello di una persistente
umidità relativa con valori molto alti, soprattutto a nord
del Conero, spesso superiori al 90%.
Questo rende spesso il caldo insopportabile; le case dotate
di impianto di condizionamento sono ancora molto poche e,
quindi, mentre in inverno si rimedia scaldando gli ambienti
qualche ora in più in estate siamo spesso incapaci a difenderci
dall'afa in maniera appropriata.
Le case costruite dopo il 1976 dovrebbero essere costruite
con l'isolamento termico che la legge "373" e successive
modifiche ed integrazioni ha imposto ai cittadini che si
sono costruiti una casa in questi ultimi 20 anni; ma il
nostro patrimonio edilizio è costituito anche da case costruite
prima di tale data e spesso ci si trova di fronte a murature
esterne di tamponamento costituite da due paramenti in forati
con camera d'aria interna di qualche centimetro di spessore.
Gli inconvenienti lamentati dalle persone che occupano appartamenti
con tali tamponature esterne sono di due tipi: quelli legati
al periodo invernale e quelli legati al periodo estivo.
In inverno si lamentano soprattutto muri freddi non
appena si spegne l'impianto di riscaldamento, con necessità
quindi di tenere acceso l'impianto di riscaldamento per
molte ore al giorno, con un conseguente eccessivo consumo
di gas metano; spesso poi, nonostante il "sacrificio finanziario",
non si riesce ad ottenere un buon comfort interno, perché
si creano zone con differenti temperature, angoli troppo
caldi ed angoli o parete comunque fredde, dove si formano
condense, dove la tinteggiatura cambia colore, e dove si
osserva addirittura il formarsi di muffe antiestetiche ed
antigieniche.
In estate, invece, soprattutto negli ambienti esposti
a sud - ovest o collocati direttamente sotto coperture,
si lamentano temperature serali troppo alte che rendono
difficile il riposo notturno per l'eccessivo surriscaldamento
delle pareti interne che si comportano come veri e propri
radiatori, mantenendo l'effetto radiante sino alle prime
ore del mattino e, quando si comincia a star meglio, è già
purtroppo ora di alzarsi … .
Si è cercato di migliorare la qualità termica invernale
di questo tipo di parete con l'inserimento nell'intercapedine
di schiume poliuretaniche, di vermiculite, di perlite, di
argilla espansa e di polistirolo granulare; a volte si sono
ottenuti discreti risultati per le pareti in cui si è riusciti
ad intervenire correttamente, ma il grosso inconveniente
di questo tipo di intervento è sempre costituito dal non
poter intervenire in corrispondenza dei pilastri in calcestruzzo
armato che in questo tipo di case occupano, quasi sempre,
tutto lo spessore della parete.
Poiché spesso questo tipo d'intervento è stato accompagnato
dalla sostituzione dei vetri normali con vetri doppi ed
infissi con migliore tenuta all'aria, si riscontra spesso
un deterioramento della parete in corrispondenza del pilastro
di facciata o di spigolo o dei travetti del solaio di copertura,
che si comportano da "ponti termici"; si assiste così di
nuovo alla formazione di condense e muffe localizzate in
quelle zone attraverso le quali avviene migrazione di vapore
interno verso l'esterno.
Inoltre, con questi accorgimenti, si migliora di poco l'isolamento
estivo, perché la parete esterna ed i pilastri, sottoposti
all'irraggiamento solare, continuano a surriscaldarsi ed
a trasmettere (entro un lasso di tempo variabile a seconda
del tipo di parete) calore indesiderato all'interno.
Una soluzione più radicale, sia per l'isolamento
invernale che per quello estivo, potrebbe essere quella
di dotare la casa di un "cappotto".
Con questa dizione, presa in prestito dal comunissimo capo
di abbigliamento, si intende un isolamento esterno costituito
da pannelli di polistirolo o polistirene, od altri materiali,
finito esternamente con un sottile intonaco posato su una
retina di supporto per evitare fenomeni di micro fessurazioni.
I materiali a disposizione sono oggi molteplici; sta al
progettista proporre l'intervento più adatto per rispondere
alle esigenze che ogni singolo caso richiede in considerazione
degli standard di comfort che si vogliono raggiungere, del
tipo di parete da isolare, dall'esposizione e dal tipo di
finitura che si vuole realizzare.
Con l'isolamento a cappotto, se compatibile con lo stato
della costruzione e se correttamente progettato e posto
in opera, si possono eliminare tutti gli inconvenienti precedentemente
enunciati, avendo comunque sempre cura di usare per la finitura
esterna materiali permeabili al vapore per evitare la formazione
di bolle con possibile distacco della pellicola del rivestimento
esterno.
E' necessario che, procedendo dall'interno verso l'esterno,
i materiali usati siano sempre più permeabili al vapore.
In inverno si avrà così una parete interna
che rimane a lungo "calda", tanto più a lungo quanto
maggiore è lo spessore e quanto migliore è la qualità del
cappotto realizzato, anche dopo lo spegnimento dell'impianto
di riscaldamento; inoltre la temperatura interna delle pareti
interne sarà uniforme su tutta la superficie, di pochissimi
decimi di grado inferiore alla temperatura dell'ambiente
interno e di conseguenza il comfort ambientale sarà assicurato.
In estate la parete esterna sarà sempre riparata
dai raggi del sole, per cui la temperatura dell'intonaco
interno tenderà a rimanere costante per tutta la giornata,
con una temperatura vicina alla media giornaliera;
pertanto, nelle ore più calde della giornata, la temperatura
della parete interna sarà inferiore a quella dell'aria esterna
e contribuirà a rinfrescare l'aria dell'ambiente interno.
Ricorrere a questo tipo di isolamento, inoltre, può essere
visto come un'alterativa all'installazione di un condizionatore,
con i vantaggi di avere un consumo di energia nullo e nessuna
emissione di scarichi nell'ambiente.
Comunque, le due cose (isolamento a cappotto e condizionatore)
non sono da vedere necessariamente in contrapposizione,
anzi, possono integrarsi alla perfezione in quanto, se la
casa è ben isolata, l'impianto di condizionamento potrà
essere usato per regolare perfettamente temperatura e grado
igrometrico dell'aria interna, senza doversi occupare del
raffreddamento delle pareti che sarebbe tecnicamente ed
economicamente molto oneroso, nel caso in cui l'edificio
fosse privo d'isolamento od isolato in maniera non corretta.
Una sorta di "variante" al cappotto può essere considerata
la parete ventilata, che è adatta soprattutto a migliorare
l'isolamento estivo, in modo particolare quello delle pareti
investite dai raggi solari per molte ore al giorno; l'accorgimento,
consistente nell'evitare il passaggio diretto del calore
per conduzione, tenendo la parete esterna convenientemente
staccata dalla parete strutturale, era già noto alle civiltà
che hanno occupato, sin dall'antichità, la fascia equatoriale
per i loro insediamenti; dalle nostre parti si è diffuso
molto, negli ultimi anni, l'uso del tetto ventilato, ma
le pareti ventilate sono ancora poco richieste, forse perché
i vantaggi sono poco conosciuti dai committenti.
Ne parleremo in un prossimo approfondimento descrivendo
gli ultimi interventi realizzati.
Credo che, nel terzo millennio, si debba pretendere dalla
casa uno standard abitativo sempre migliore, senza nessun
aggravio di consumi energetici e quindi nel più rigoroso
rispetto ambientale.
Devo necessariamente limitarmi a quanto sopra esposto per
una ragione di spazio e per non impegnare per troppo tempo
il visitatore, ma, in attesa del prossimo approfondimento,
sono particolarmente graditi gli interventi diretti dei
visitatori, cui, a seconda del tipo di problema, potrà essere
data risposta diretta o sulla nostra rubrica in un prossimo
intervento di approfondimento.
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arch. ing. Giuseppe Fornaroli
Senigallia
339 6116230
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