L'articolo di settembre ha comportato da parte dei "visitatori"
di EdiAncona numerose domande dettate a volte da semplice
curiosità ed altre volte dalla necessità di risolvere un
loro caso personale.
Le risposte sono fondamentalmente di due categorie: una
tendente ad avere precisazioni sull'esecuzione dei lavori
proposti per l'isolamento della copertura piana di un edificio,
l'altra diretta a dare ulteriori informazioni sulla possibilità
di isolare pareti verticali esistenti e/o in costruzione,
o meglio ancora in fase di progettazione.
Alla parete ventilata, ed alle sue implicazioni già dalla
fase di progettazione, dedicherò un apposito prossimo articolo.
Le domande più frequenti, a cui rispondo con questo articolo,
sono state invece quelle riguardanti l'intervento descritto:
1 - E' necessario rimuovere preventivamente il pavimento
esistente?
Non si può dare una risposta di carattere generale; bisogna
di volta in volta considerare se la guaina sotto il pavimento
è in buono stato, se il pavimento costituisce già un buon
piano di scolo delle acque meteoriche, valutare il peso
di pavimento e massetto in relazione alla portanza del solaio
e l'opportunità di concentrare masse troppo elevate in sommità
di una costruzione esistente. Esaminati questi fattori,
è evidente che mantenere il pavimento esistente permette
il risparmio di onerose operazioni di demolizione e trasporto
a discarica; inoltre valutando in circa 150 kg/mq il peso
di pavimento e massetto, abbiamo un buon contributo come
volano termico che non ha senso eliminare.
2 - I pannelli di materiale isolante vanno poggiati
direttamente sul pavimento?
Se il pavimento rimane perché si presentano tutte le condizioni
richieste, i pannelli di materiale isolante si possono poggiare
direttamente sul pavimento purché, ovviamente, siano di
un materiale che non "soffre" l'acqua; non voglio in questa
sede fare pubblicità ad un materiale piuttosto che ad un
altro, ma la cosa merita notevole attenzione; se si vuole
facilitare lo scolo dell'acqua sotto il pannello, ci si
può avvalere di apposite retine in plastica a maglie quadrate
di lato circa 1 cm, realizzate con "fili" millimetrici,
da disporre sul pavimento prima di posare i pannelli; il
loro costo è irrisorio ed il beneficio evidente ... purché
vengano posate nel verso giusto!
3 - La guaina bituminosa impermeabile all'acqua funge
anche da barriera al vapore?
Le guaine bituminose non sono completamente impermeabili
al vapore, ma in questo caso non porterebbero danno in quanto
si troverebbero dalla parte della faccia calda dell'isolante
termico, come è logico e giusto che sia.
4 - Come si può migliorare l'efficienza del ghiaietto?
Il ghiaietto (come detto nell'articolo di settembre) deve
essere il più possibile sferoidale e con pezzatura di circa
2 cm di diametro; non devono esserci né elementi più piccoli
che limiterebbero l'aerazione, né elementi più grossi che
trasmetterebbero calore per conduzione dalla superficie
esterna alla superficie d'estradosso dell'isolante termico;
deve essere pulito perché altrimenti, alla prima pioggia
la parte terrosa e polverosa andrebbe ad intasare i piccoli
spazi creati dalla retina (di cui alla risposta n°2) mantenendo
l'isolamento bagnato; come detto, l'isolante, se valido,
non ne soffre, ma è l'acqua stessa che si comporterebbe
come veicolo di trasmissione del calore, vanificando parzialmente
gli sforzi fatti per migliorare il comfort degli ambienti
sottostanti; inoltre la ghiaia deve essere bianca per riflettere
i raggi solari; se si vuole migliorare questa caratteristica
posso suggerire un "trucco" più volte sperimentato, forse,
poco scientifico, ma semplice ed efficace: se si pittura
il ghiaietto con la vernice bianca delle strisce pedonali
(di facilissima reperibilità) si ottiene il duplice effetto
della colorazione ottimale e della maggior stabilità del
ghiaietto; ci vuole un po' di "mano" nel dosare bene lo
spruzzatore: è necessario che la vernice percoli un po'
verso gli strati di ghiaia sottostante, ma non deve riempire
i vuoti necessari all'aerazione. E'importante infine che
lo strato di ghiaietto abbia uno spessore triplo della pezzatura
media degli elementi, in modo da avere, teoricamente tre
strati (non due come verrebbe da pensare in un primo momento
!) di aerazione affinché l'aria più fredda sottostante prenda
il posto di quella calda che tende a salire; sembrano dettagli
minimi ma hanno notevole importanza.
5 - Come si valuta la necessità dello spessore dell'isolamento?
Per ogni situazione e per ogni obbiettivo che ci si pone
va calcolato lo smorzamento dell'onda termica in modo da
avere il soffitto alla temperatura voluta una volta nota
la temperatura massima raggiunta dalla copertura ed avere
almeno uno sfasamento di 12 ore; esistono programmi informatici
che valutano queste cose, ma se non c'è "l'uomo" che immette
i dati giusti, qualsiasi programma dà risultati inattendibili;
spesso rivenditori poco seri danno risposte a queste domande
per telefono, senza prima informarsi dei dati riguardanti
il caso di cui stanno parlando!
6 - Perché è auspicabile l'uso di una doppia stuoia
frangisole?
Cerco di spiegarmi con un esempio: tutti sanno che sotto
un albero di grandi dimensioni (possibilmente di latifoglie),
si sta più freschi che sotto un ombrellone, anche se ottimamente
realizzato. Le foglie più basse sono a loro volta all'ombra
e trasmettono quindi calore per irraggiamento proporzionalmente
alla loro temperatura; è la ragione per cui nessun bagnino
si sognerebbe di comprare ombrelloni neri per il suo stabilimento
balneare ... anche se poi dipingono dei colori più svariati
le passerelle pedonali in cemento.
7 - Nel caso in cui si usi un pavimento sopraelevato
come compensare le pendenze sottostanti ed avere un nuovo
pavimento in piano?
La pendenza di un pavimento "piano" non è di solito superiore
al 2%, per cui non dovrebbe creare fastidi agli "utenti",
ma se si vuole cercare di mettere in perfetto piano il pavimento
è necessario che il posatore si premunisca di spessori supplementari
da porre sotto gli piedini in plastica dei marmittoni; molto
utili possono essere gli scarti di guaina bituminosa reperibili
con spessori da 2 a 5 millimetri e fogli di guaine gommose
più sottili o, addirittura, quadrotti di barriere al vapore
gommose; naturalmente per non far lievitare i prezzi si
possono utilizzare scarti ed avanzi di magazzino non più
adatti per lo scopo primario, ma ancora utili per fini meno
impegnativi; bisogna armarsi di un po' di pazienza per il
reperimento e la posa in opera e non scoraggiarsi di fronte
ai primi insuccessi.
8 - Nel caso in cui si pensi di usare i marmittoni come
si possono risolvere i problemi relativi ai necessari tagli
perimetrali?
I marmittoni si possono tagliare durante la posa con discreta
facilità, rischiando semmai di fare tanta polvere!; però
se si vuole programmare il lavoro con anticipo si può prevedere
ai bordi una striscia da riempire con pietrischetto di uno
dei colori con cui è realizzata la superficie dei marmittoni;
si ottiene così un lavoro che può dare anche buoni risultati
architettonici; bisogna ricordarsi però di considerare il
coefficiente di assorbimento e di riflessione dei vari colori
a seconda dell'uso che si vuol fare del terrazzo; il fai
da te o l'affidarsi a persone non adeguate può portare a
risultati opposti a quelli che si volevano. I marmittoni
grigi sono senz'altro i più economici, se pitturati con
la vernice delle "zebre stradali" assorbono poco calore,
ma poi in terrazza non ci si può andare senza ... gli occhiali
da sole!
9 - Si hanno reali benefici bagnando il pavimento nelle
ore più calde?
La tecnica di rinfrescare con l'acqua è antica; i navigatori
fenici e romani usavano rinfrescare le derrate alimentari
trasportate nelle anfore di coccio bagnandole ripetutamente
già migliaia di anni fa, quindi la cosa adesso è senz'altro
fattibile; chiaramente ci deve essere abbondanza d'acqua
e la cosa va fatta meccanicamente ad intervalli commisurati
alla velocità di evaporazione; mi sembra questo però un
rimedio estremo da riservare ad eccezioni e che non può
pertanto rappresentare la regola.
10 - Non si potrebbe risolvere il problema mettendo
tutto il terrazzo all'ombra di tende?
Anche questa non è un'idea da scartare a priori; certo,
può migliorare in parte il problema estivo, ma non porta
benefici alla situazione invernale anzi, il mancato soleggiamento
può comportare un maggiore dispendio di calorie artificiali
da apportare.
11 - Si possono controllare i risultati teorici con
delle "misure" certe ?
Quanto detto non è solo suffragato dalla teoria, ma dall'esperienza
millenaria di diverse civiltà; quella di ripararsi dal caldo
proteggendo le proprie case di terra cruda con una doppia
"griglia" è stata un'usanza millenaria di tutte le popolazioni
della fascia equatoriale. Comunque è possibile con termometri
istantanei a contatto misurare le temperature delle nostre
pareti interne ed esterne con grande precisione; come sempre
la verifica più importante sarà quella degli utenti degli
ambienti in cui si è intervenuto.
Con la speranza di aver chiarito meglio i criteri esposti,
a risentirci nel prossimo articolo.